Di Roberto Rampone
Desaparecidos una parola terribilmente sonante e profonda di una magnifica lingua qual è lo spagnolo. Migliaia di volte sentita nelle canzoni e letta nei testi dei libri come quello di Stefania Cuccu, nata a Gesturi nel 1973, laureatasi all’Università degli Studi di Cagliari in Psicologia nel 1998, attualmente insegnante alle scuole materne per le quali ha dato il suo contributo culturale anche con diverse pubblicazioni: Eserciziario di Grammatica: la punteggiatura nelle frasi e nei dialoghi (2021); Eserciziario di grammatica: Le parole con GLI – LI GN – NI QU – CQU – CCU – CU – QQU (2021); Eserciziari di grammatica: Le parole con l’accento PAROLE CON L’APOSTROFO E oppure E’ C’è – ci sono, C’era – Cera, C’ero – Cero, C’eri – Ceri C’ero, … oh, ha – a – ah, hai – ai – ahi, hanno – anno (2021); I verbi della lingua italiana, regole esempi, esercizi (2022); Manuale di Analisi Grammaticale: Regole, esempi, esercizi e soluzioni (2023); L’Analisi
Logica: Regole, esempi, esercizi e soluzioni (2023); La Punteggiatura: Regole, esempi, esercizi e soluzioni dedicato a Docenti e Alunni delle Scuole Superiori (2023); La Comprensione del Testo e il Riassunto: Esercizi e soluzioni (2023); Le Addizioni: Schede di lavoro per alunni e docenti (esercizi e soluzioni) (2023); Analisi Grammaticale: Regole (2023); L’utilizzo della Punteggiatura: Manuale per piccoli e grandi scrittori (2024).
Oltre queste pubblicazioni di stampo scolastico, Stefania ha pubblicato anche libri su diversi argomenti inerenti la Sardegna: la pentalogia Figli di Sardegna. Racconti di vita (2021-2024); Fra Nicola da Gesturi: “Ti ho cercato… mi hai cercata” (2023) e Desaparecidos. La storia dell’emigrazione sarda in Argentina, in testimonianza dei sopravvissuti alla dittatura del 1976/1983 e la ricerca della verità (2025).
Desaparecidos assieme a Figli di Sardegna è sicuramente l’opera che dà più risalto alla storia del popolo sardo, che, come in passato, più e più volte ha conosciuto dei periodi bui e fra questi l’ultimissimo episodio che l’anno a venire compirà cinquant’anni dall’inizio dell’accaduto.


Il libro è un piccolo volume molto scorrevole nella sua lettura e diviso in diversi capitoli che narrano la vicenda dei desaparecidos ossia di coloro che emigrarono in Argentina in cerca di una vita migliore, ma che a seguito del colpo di stato del 24 marzo 1976 – detto El Golpe – avvenuto per mano delle forze armate argentine che destituirono l’allora Presidente Isabel Martínez de Perón, si scontrarono contro la violentissima dittatura militare che durò ben sette lunghi anni sotto la guida di diversi Presidenti: con il golpe Jorge Rafael Videla divenne Presidente della Repubblica (29 marzo 1976 – 29 marzo 1981); a lui seguirono Roberto Eduardo Viola (29 marzo – 10 dicembre 1981); Carlos Alberto Lacoste come presidente ad interim (11-22 dicembre 1981); Leopoldo Galtieri (22 dicembre 1981 – 18 giugno 1982); Alfredo Oscar Saint-Jean anche lui come presidente ad interim (18 giugno – 1 luglio 1982) e, infine, Reynaldo Bignone (1 luglio 1982 – 10 dicembre 1983).



Durante quest’arco di tempo ci furono circa 50.000 assassinii, 400.000 incarcerazioni e ben 30.000 persone, fra uomini e donne, che vennero accusate di avere compiuto attività anti-governative e di conseguenza arrestate, torturate, uccise e fatte sparire. A tal proposito
si deve risalire a tre anni prima de el golpe, quando durante il governo del Presidente degli U.S.A. Richard
Nixon, Henry Kissinger – suo Consigliere per la sicurezza Nazionale dal 1969 poi Nobel per la Pace nel 1973 – creò il “Plán Cóndor” altrimenti noto come “Operación Cóndor”. Tale piano fu inizialmente un accordo fra sette Paesi interessati dalle dittature militari (Argentina, Bolivia, Cile, Paraguay, Uruguay, Perù – dal 1978 – e Brasile – dal 1980) che coprivano tutta l’America Latina, e avevano come obiettivo l’eliminazione sistematica delle persone ritenute “sovversive” dai regimi militari instauratisi dopo i vari Colpi di Stato.

Uno dei metodi più utilizzati per l’eliminazione dei dissidenti ai regimi era l’arrivo a bordo di una Ford Falcon verde metallizzata, nella quale spesso venivano rapite intere famiglie e portate in luoghi di detenzione spesso molto isolati, uno dei più noti è l’Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), nella quale vennero detenute oltre 5.000 persone e forse solo un centinaio di loro ne uscirono vive. L’occultamento dei cadaveri avveniva invece ne los vuelos de la muerte durante i quali i cadaveri venivano gettati nell’Oceano Atlantico e diventavano pasto per squali e altri predatori o diversamente nel Rio de la Plata.
Negli anni ci furono diversi tentativi di abbattere l’ESMA, per levare fisicamente uno dei luoghi della morte più temuti di quel periodo, ma nel 2019 invece che abbatterla la Presidente Cristina Fernández de Kirchner – ex moglie del Presidente Néstor Kirchner che nel 2005 sfrattò la Marina dalla sede dell’ESMA – l’ha resa debitamente un museo della memoria.
Il 15 dicembre 1983 venne eletto Presidente dell’Argentina Raúl Ricardo Alfonsín, il quale s’impegnò
immediatamente per l’istituzione della Comisión National sobre la Desaparición de Personas (CONADEP) al fine di investigare sulle morti dei desaparecidos e la violazione di altri diritti umani. nello stretto giro di sei mesi vennero sporte denunce e trovate prove sulla sorte dei desaparecidos. Le denunce si sarebbero poi dovute consegnare alla giustizia mentre la Commissione, presieduta dallo scrittore Ernesto Sabato – avrebbe dovuto elaborare una relazione finale da presentare al Paese. Si contarono oltre 40.000 anime levate al mondo in quel settennio dittatoriale, e da quanto si viene a sapere da un estratto della relazione finale “Nunca Mas” ossia “Mai più” – lungi da diventare un mero testo burocratico – stesa dai membri della CONADEP e consegnata al Presidente Alfonsín il 20 settembre 1984, che “Dall’enorme documentazione (7830 incartamenti) da noi esaminata si deduce che i diritti umani sono stati violati in forma organica e statale attraverso la repressione attuata dalle Fuerzas Armadas Argentinas. E non violate solo in modo sporadico, ma sistematico […] Come non attribuirlo ad una strategia del terrore pianificato al più alto livello? […] Fino alla data di presentazione di questo rapporto, CONADEP stima in 8960 il numero di persone che risultano ancora scomparse […]”

Il “Nunca Mas” è un volume che nasce da una proposta fatta dal Rabbino Marshall T. Meyer evocando l’espressione usata dai sopravvissuti del ghetto di Varsavia. È un’opera che raccoglie le storie dei desaparecidos, ricostruendole a partire dalle testimonianze di parenti e sopravvissuti, e oggi è un testo fondativo della democrazia argentina e il suo titolo è icona della memoria del Paese. Il “Nunca mas” fu il documento d’estrema importanza che aprì le porte al processo della Junta militare della dittatura che vide condannati all’ergastolo, e oltre, tutti i suddetti Presidenti della dittatura militare. Primo fra tutti a essere condannato all’ergastolo fu Jorge Rafael Videla, sotto il qual governo si contarono circa 30.000 desaparecidos, e tantissimi militari della Junta, che non vedendo di buon occhio il loro destino costrinsero il Presidente Alfonsin ad adottare due leggi: la legge “del Punto Final”, che concedeva tempo per fare terminare i processi entro novanta giorni dopodiché sarebbe seguita l’archiviazione dei casi; e la legge “de obediencia debida” che venne applicata a seguito dei novanta giorni non rispettati sotto ordine dei militari e che prevedeva la giustificazione del comportamento dei militari stessi poiché soggetti a ordini
superiori. Nel 1990 l’allora Presidente argentino Carlos Menem concesse sempre sotto spinta/minaccia delle forze militari l’indulto all’ex Presidente Videla nonché ad altri membri delle Juntas militares e capi della polizia della Provincia di Buenos Aires; e da quanto si legge nel libro di Stefania Cuccu “La norma escludeva però la presunzione di impunità per reati di violenza carnale, sottrazione e occultamento di minore o alterazione del loro stato civile, nonché l’appropriazione estorsiva degli immobili.” La storia
venne così insabbiata fino ai giorni nostri. Tuttavia, e a ben vedere anche del valore della Costituzione Argentina, nel 2007 la Corte penale federale giudicò incostituzionale la grazia concessa nel 1990 a Videla e Emilio Eduardo Massera lo spietato Ammiraglio argentino, pertanto ritenne valide le condanne del 1985. Tuttavia, nel 2010 Massera morì prima dell’effettiva condanna, e tre anni dopo lo seguì Videla, quest’ultimo scontando solamente otto anni in totale rispetto al suo ergastolo.
Oggi si parla di quest’argomento, prima non si poteva o per paura d’essere scoperti o perché le liste nere ancora erano in giro per l’Argentina. Con questo libro, meritevole di una ricerca ancora più approfondita, si ricorda con gran rammarico questa tetra pagina della storia dell’umanità che coinvolse anche la nostra amata isola e la sua gente – seppure in bassissima percentuale – fra cui Maria Magdalena Signorini Falchi, Mario Bonarino Marras e Martino Mastinu di Tresnuraghes, Antonio Chisu di Orosei, Vittorio Graziano Perdighe e sua sorella Anna Maria Perdighe di Samugheo e Mario Zidda di Orune, che vengono menzionati nel libro e che in cerca di una vita migliore incontrarono la morte.


Stefania Cuccu sarà nostra ospite presso lo Shardano Jazz Wine Bar Bistrot in via Giuseppe Biasi, 1, a Oristano (zona Sacro Cuore) per approfondire l’argomento dei desaparecidos. Ospite d’onore della serata sarà la pittrice sardo-argentina Norma Trogu e seguirà anche un’esibizione musicale di Franco d’Amico sul medesimo tema.
Vi aspettiamo per la condivisione di una pagina di storia che non deve essere dimenticata, e che, indirettamente o direttamente, può averci interessato!
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