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Federica Abozzi: “Quaderni Verdi”. Un viaggio tutto al femminile.

Di Roberto Rampone.

«La fantasia rende liberi e costruisce sogni!» dice l’autrice del libro Quaderni Verdi, Federica Abozzi, scrittrice laureata in Relazioni Internazionali nel 2009 all’Università degli Studi di Cagliari, copywriter freelance, recensitrice di libri e collaboratrice de L’Unione Sarda, che per un decennio ha lavorato nel settore turistico accorgendosi a un certo punto della sua carriera che quella non era più la strada che voleva seguire nella sua vita poiché le toglieva ciò che di più caro aveva sempre avuto e che la teneva viva: la scrittura. Difatti, Federica fin da bambina comincia a scrivere e a coltivare la sua passione per la scrittura sia per quanto riguarda i racconti fantastici che quelli più attinenti alla realtà. È fortemente legata a due autori in particolare: Carlos Ruiz Zafón e Charles Dickens – di quest’ultimo è profondamente legata al suo A Christmas Carol (1843) ossia Il Canto di Natale. Altri autori che l’hanno ispirata e che hanno contribuito alla propria formazione sono: Charles Lutwidge Dodgson più noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll ed in particolare per il suo Alice’s Adventures in Wonderland (1865); Robert Louis Balfour Stevenson e il celebre Strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde (1886); Luis Sepúlveda con le sue Historias marginales (in italiano Le rose di Atacama). Una formazione prevalentemente basata sui classici dell’Ottocento, eccezion fatta chiaramente per Carlos Ruiz Zafón e Lorenza Gentile ai quali si sente molto legata per lo stile e il motivo che li spinse a scrivere: il primo perché ambiva a scrivere per lettori di ogni età e auspicava di essere riletto a qualunque età; la seconda per via del delicato approccio che ha con la vita. Nel 2020, Federica lascia il suo lavoro nella comunicazione turistica e decide di far riemergere quel lato che era passato sotto silenzio per troppo tempo, così segue diversi corsi di scrittura creativa fra cui quello della Fenysia, la Scuola di Linguaggi della Cultura di Firenze con Marcello Fois e Alessandra Sarchi – scuola alla quale apparteneva anche la compianta Michela Murgia, una delle menti più grandi e aperte come poche che la Sardegna abbia mai avuto! – e un altro nella scuola dello scrittore e sceneggiatore Francesco Trento.

Similmente accade alla protagonista del romanzo, Vera, alter ego della scrittrice, come lei stessa ha riferito in diverse presentazioni del suo libro e anche nell’intervista rilasciata ad Unica Radio. Vera arriva nella vita dell’autrice verso la fine del 2021 e nel 2022 comincia a farle scrivere, rigorosamente a carta e penna come tradizione vuole e come è ancora fedelmente abituata la stessa Federica, le prime righe che in nemmeno un anno saranno raccolte nei Quaderni Verdi. Il titolo è stato dato all’opera poiché l’autrice cominciò a scrivere queste righe su un quaderno verde – quaderno che poi si ritroverà anche nella storia del romanzo accidentalmente fra le mani di Vera, e sarà il mezzo conduttore per tutto il racconto.

«Tutto comincia da un viaggio in treno» racconta Federica Abozzi, «Vera si trova alla stazione di Milano, incerta fino all’ultimo di prendere il treno diretto a Firenze, dove la attenderà la sua amica Bianca. Una volta sul treno è intenta a leggere un libro, di fronte a lei è seduta un’altra persona, che come si alza dimentica un quaderno verde. Titubante del fatto che l’avesse dimenticato, lo lascia lì per qualche tempo, poi incuriosita di cosa parlasse questo libro lo prende fra le mani e comincia a leggerlo. Durante la lettura del libro, Vera si immerge totalmente nei pensieri dell’altra persona che lo ha dimenticato sul sedile. È una sorta di diario questo quaderno verde, e Vera comincia così il suo viaggio introspettivo, nel quale il lettore stesso viene invitato a riflettere sulla propria vita e in particolare sul proprio percorso personale, se va bene così, se potrebbe essere diverso, cosa poter fare per cambiare la situazione che sta vivendo etc.»

Vera, la protagonista del romanzo che rispecchia diversi tratti caratteriali della stessa scrittrice, riscopre così i valori della realtà femminile – uno dei temi su cui il romanzo preme – la condivisione e il confronto, due elementi fondamentali che accompagnano e maturano la crescita personale. Attraverso questo viaggio, Vera riscoprirà sé stessa, ciò che è rimasto anche inconsapevolmente celato nella sua anima, farà nuovi incontri inaspettati, riscoprirà la fiducia, la consapevolezza, l’autostima e lo stupore che l’accompagneranno in un’avventura del tutto nuova alla scoperta di sé e dell’amicizia, che la condurranno alla sua rinascita seguendo il Cammino di Santiago de Compostela. Ma questo non si rivelerà essere una descrizione del famoso cammino, meta di pellegrinaggio, bensì una sfida con sé stesse e sarà al contempo l’appiglio per poter ringraziare a fine libro il proprio alter ego per essersi scommessa nella vita e aver raggiunto ciò che voleva.

È quindi una sorta di metafora che Federica Abozzi ha voluto inserire in questa parte del libro, per far figurare che la protagonista s’impegna a fare qualcosa più grande di sé proprio per dimostrare a sé stessa quanto vale e fin dove è capace di arrivare. Un cammino, quindi, che è una ricerca dell’auto- stima di sé stesse, pertanto, una storia tutta al femminile, che rientra pienamente nella categoria della narrativa femminile e che aggiunge un libro dai tratti impromptu perché carico delle emozioni della scrittrice – ma effettivamente ben studiato nei particolari – che manda un messaggio importante a tutte le donne e si merita il suo posto nella sempre crescente letteratura al femminile, scritta direttamente dalle donne per le donne.

Il 18 Gennaio 2025 alle ore 19:30 a Oristano, presso il jazz wine bar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore) presenteremo il libro di Federica Abozzi. Se volete conoscere una storia tutta al femminile non mancate al nostro appuntamento! Vi aspettiamo!

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