Di Roberto Rampone
“C’è una saturazione della produzione musicale, per cui la maggior parte dei brani sono accostamenti di musiche esistenti, è difficile fare qualcosa di nuovo. […] Non ci sono più le canzoni eterne, ci sono le canzoni di un periodo. È l’era del dominio dell’estetica: la musica rispecchia questa realtà.” dice il Chitarrista Andrea Cutri, nativo di Oristano, appassionato della musica sin da bambino, per la quale già alle scuole medie diede prova del suo talento che di lì a poco gli avrebbe fatto intraprendere la strada verso il successo. Correva il 1994 e Cutri partecipò al programma Roxy Bar condotto dal celebre Red Ronnie, presentando la primissima canzone da lui scritta Melodia Progressiva all’età di soli 13 anni – ossia nel 1992 – vincendo il 1° premio “Premi e Spremi”. Ma il suo primo vero successo arriva qualche anno più tardi, nel 1998, con la pubblicazione di Tempesta e Assalto. Figlio d’arte con la mano dell’artista da parte della madre e il rock nelle vene di sua natura, Cutri è stato protagonista di decine e decine di concerti, aprendo fra i tanti quelli di Eric Clapton (luglio 1997) Zucchero Fornaciari (luglio 1999) – visibili sul suo canale YouTube – e in altre occasioni ha collaborato assieme a membri della band del bluesman, così come con l’ex Genesis Peter Gabriel, la band sarda Cordas et Cannas (estate 2002). Nel 2003 Andrea Cutri ha fondato l’etichetta discografica e aperto lo studio di registrazione Sinis Records – oggi Sinis Waves Studio “Sinis Records” – che gli dà la possibilità di autoprodursi e che negli anni a seguire, e fino ad oggi, ha avuto fra i suoi incisori autori importanti del mondo della musica. Nel 2009 scrisse un brano per la cantante italiana Patty Pravo, dal titolo “E io verrò un giorno là” presentata al 59° Festival di Sanremo – dove sarà presente nuovamente nel 2020 come Direttore d’Orchestra per un evento contro la SLA – e riproposta nel suo ultimissimo lavoro uscito nel 2024 dal titolo “Eterno Divenire – L’Amore di Barrett & Browning”. Un progetto che ha dato luce a un’opera della durata di circa 90 minuti, un vero e proprio cocept album che vede all’opera musicisti del calibro di Dave Weckl – batterista jazz-fusion considerato tra i più influenti e tecnicamente dotati di tutti i tempi, che ha militato in tantissime bands – Tony Levin – bassista e stickista eccellente che ha suonato per gruppi del calibro di Peter Gabriel, King Crimson, John Lennon, James Taylor, Pink Floyd, Dire Straits solo per citarne qualcuno – e Gavin Harrison – batterista di Incognito, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Porcupine Tree e altri. E questo per nominare solo 3 dei 50 musicisti coinvolti da Andrea nel suo progetto che riprende parzialmente il titolo della pubblicazione del libro Eterno Divenire. Dialogo fra un matematico e un filosofo uscito nel dicembre 2016 e già fuori commercio. Di tale libro Cutri dice che il fenomeno curioso è che: “quando si
inizia l’aritmetica, o in senso pratico o fissandone gli assiomi, o dando la definizione della struttura dei numeri, non si fa alcuna menzione di essi né si può prevedere la loro esistenza. Il loro ruolo di blocchi fondanti è una scoperta che in un certo senso si potrebbe dire che ci è imposta contro le aspettative; non c’è bisogno di postularli, emergono dalla semplice iterazione. Ogni principio d’ordine si porta appresso la generazione dei numeri naturali. Già nel pensiero greco, risultava chiaro che all’origine sta la differenza, o differenziazione (relazione). Tutti i matematici sono d’accordo sulla posizione fondamentale dei numeri naturali nella costruzione della matematica, non solo degli altri insiemi numerici. Anche chi fa una matematica non riferita direttamente ai numeri, usa questi nei suoi ragionamenti generali. La relazione è insita al concetto di esistenza e viceversa. Come gli atomi della chimica generano le molecole di cui è composto il nostro organismo, così i “Numeri Primi”, rappresentano le particelle elementari dell’ordine, da cui si strutturano i numeri non primi (molecole). Tutto sembra reggersi ad ogni “scala” e ad ogni “livello strutturale” su questa matrice eterna di possibilità. Un’infinità di numeri per un’infinità di combinazioni e relazioni da cui scaturiscono infinite strutture di necessità, infiniti universi matematici. Un codice imprescindibile, insito al concetto di esistenza e di relazione tra qualsiasi ente astratto o reale. Nel testo, il riconoscimento filosofico e matematico di un ordine che ci rende possibili e parte di un unico mondo. La consapevolezza più o meno inconscia che esista un codice eterno percepibile attraverso l’arte e la scienza la cui contemplazione permette di cogliere, pur nella nostra limitatezza, l’eternità del divenire.”


Cosa c’entrano i numeri in quest’ultimo lavoro di Cutri? Semplicemente perché il CD uscito quest’anno è in stretta correlazione con il libro apparso 8 anni fa, sul quale il compositore ci ha lavorato per oltre 15 anni, ed è la messa in pratica di ciò che il chitarrista di Cabras mette in risalto nel libro stesso. Difatti questo CD non è che la mescolanza di matematica, fisica, musica, filosofia e letteratura, poiché – come afferma Cutri – “tutto ciò di cui è composta la realtà altro non è che musica”. Ed è attraverso questi elementi che il compositore ha voluto raccontare l’incredibile storia d’amore fra Elizabeth Barrett e Robert Browning due poeti inglesi d’epoca Vittoriana che si conobbero tramite un carteggio che avvenne fra loro dopo l’uscita dell’opera Poems della poetessa del 1844, carteggio che poi li fece incontrare di persona a Londra e, poiché il padre della poetessa era affatto favorevole alle nozze, i due si sposarono di nascosto alla Chiesa di St. Marylebone nel 1846, dopo un corteggiamento durato circa due anni, dopodiché scapparono dall’Inghilterra per poi trasferirsi in Toscana, a Pisa, e successivamente stabilirsi a Firenze dove risiedettero in piazza San Felice, in un appartamento del palazzo Guidi, dove nacque anche loro figlio Robert Wiedmann Barrett Browning, e che oggi è diventato il museo di Casa Guidi, dedicato alla loro memoria. La poetessa, che già all’età di 33 anni rimase invalida a causa di gravi problemi agli arti inferiori, passò tutta la vita col poeta e drammaturgo inglese – noto per lo più per i suoi lunghi monologhi drammatici che lo resero uno dei più importanti scrittori e poeti d’epoca Vittoriana. Le sue condizioni si aggravarono verso la fine degli anni ’50 e nel 1861 decedette e venne sepolta nel Cimitero degli Inglesi. Un cimitero sito in Piazza Leopoldo – oggi divenuto parte di una delle rotonde più utopiche che si potessero mai pensare anni addietro – che venne fondato nel 1827 dalla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera di Firenze grazie alla concessione del Granduca Leopoldo II di Lorena, poiché i non cattolici, all’epoca, non venivano accettati dai cimiteri della città e dovevano essere trasportati almeno fino a Livorno al cimitero di Piazzale Donatello. In mezzo a questa storia d’amore Cutri inserisce anche un’anziana donna sarda di nome Maria. “Un incontro fortuito” – come riferisce in un’intervista rilasciata a Tottus in Pari – “che mi ha suscitato conoscere una donna anziana e inferma che si è chiusa in sé stessa dopo aver perso l’amore della sua vita; l’unico contatto con il mondo esterno è il canto sporadico di due filastrocche imparate da bambina.” Un po’ la stessa sorte toccata al poeta Browning, che una volta che persa la sua amata cercò di ricordarla attraverso la lettura delle sue poesie che fecero incantare il suo cuore e quello del mondo ottocentesco. Ciò che accomuna la vita di tutti e i tre personaggi – e in particolar modo quello di Browing e la signora Maria – è, pertanto, il loro stesso destino, in quest’opera accompagnato dall’armonia dell’amore e della musica: L’Eterno Divenire.

L’opera pubblicata da Andrea Cutri ha riscosso così tanto successo che è stato girato anche un documentario-concerto di cui potete trovare il trailer proprio qui. Inoltre, è stata presa in considerazione da Baz Luhrmann – celebre regista australiano del magnifico Moulin Rouge – l’idea di mettere in scena la storia raccontata dal chitarrista e compositore sardo.
«Era il 2017, ed io ero studente appena laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Firenze, e Cutri fece diverse serate al Cimitero degli Inglesi in duetto con Mirella Lutzu. Ricordo benissimo quando andai a vedere la sera del 15 settembre lo spettacolo: avevo letto la mattina stessa che pubblicarono un articolo sul Portale Giovani del Comune di Firenze, che la sera si sarebbe svolta una serata musicale, un reading musicale e appena lessi che c’era Andrea da quelle parti avevo lasciato tutto, studio, amici, serata organizzata. Una volta lì posso garantirvi che era davvero tutto così mistico, così magico, fra il tetro e il fantastico, ed era il posto perfetto per inscenare la messa in opera della storia d’amore di due amanti, un luogo che pochi decenni prima della morte di Barrett non esisteva e che venne creato appositamente per i non cittadini del Ducato di Leopoldo II di Lorena. Suonarono le prime note dalla chitarra di Andrea, e l’atmosfera si stava facendo ancor più interessante. Poco dopo cominciò a suonare la bellissima e delicata voce della Lutzu e cominciò l’ascesi della serata. Non ci sono parole per descrivere. Certe cose non sono fatte per essere descritte ma per essere ascoltate e godute dal vivo. Andrea Cutri e la sua Musica rientrano esattamente fra queste cose!»
Roberto Rampone

Il 15 Febbraio 2025 il musicista, compositore e fisico Andrea Cutri sarà nostro ospite a Oristano presso il Jazz Winebar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore). Per un incontro atto a valorizzare il nostro patrimonio culturale sardo con l’opportunità di farVi conoscere uno dei chitarristi più importanti a livello internazionale Vi invitiamo a partecipare assolutamente!

