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Fabrizio Raccis: Sull’arcano di Edgar Allan Poe.

Di Roberto Rampone.

 

Fabrizio Raccis è uno scrittore cagliaritano di narrativa e di poesia, nato nel 1983 e vissuto nel quartiere di Castello, nel quale ha ambientato i suoi Racconti del Mistero e del Grottesco di genere horror-noir.

Al suo attivo ha diverse pubblicazioni di poesia: La farfalla e altre poesie (2005); I fiori il tuo corpo (2006); L’ultimo David (2008); Il pasto dei corvi (2012); Ibridi del sistema (2015); Carne di Betzabea (2019) e Gli Occhi di Penelope (2024). Sue anche le opere di narrativa: Racconti del mistero (2012); Gli occhi del corvo (2015); il già citato Racconti del Mistero e del Grottesco (2017) e Quarantine writer. Cronaca di un dannato scrittore al tempo del covid-19 inserito nella miscellanea Diario Virale (2020) in collaborazione con le scrittrici Claudia Desogus, già nostra ospite al Jazz Wine Bar Shardano il 14 dicembre 2024, e Tea Salis; e in ultimo Edgar Allan Poe. Il mistero della morte (2021).

Fabrizio Raccis ha avuto diversi riconoscimenti letterari nella sua carriera ultraventennale. Primo fra tutti che vinse non appena ventenne fu il 1° premio al Concorso Solidarietà, collaborazione, ambiente indetto dal Centro della Valle di Rosello (Sassari); nel 2011 il 1° premio Laurentum per la poesia nei social network; a Marzo 2022, grazie alla sua poesia Cara Alda, è stato premiato con medaglia d’onore e attestato artistico alla X edizione del Premio Internazionale di poesia “Alda Merini”.

Grazie alla sua passione per la scrittura, Fabrizio nel 2014 ha fondato il collettivo letterario Penne Armate col quale ha dato vita all’omonima rivista letteraria che tratta di antologie letterarie, articoli e recensioni di libri. Con Penne Armate ha curato: Cose in versi (2015); Cose in prosa (2015) e Rose e Pallottole (2016).

Dal 2022 è uno dei redattori della rivista cagliaritana di cultura poetica Erbafoglio edita dal 1988.

Di particolare interesse dell’autore, nonché di grande ispirazione per i suoi racconti, è stato lo studio ultradecennale sulla figura del celeberrimo scrittore e poeta maledetto del Massachussetts: Edgar Allan Poe. Lo studio è stato condotto dallo scrittore in prima persona in collaborazione con la Edgar Allan Poe Society of Baltimore tramite la quale è entrato in contatto con Jeff Jerome, curatore della Edgar Allan Poe House Museum dell’omonima città e la Professoressa Alina Byrce della Boston University

Dello scrittore inglese ha tradotto, per riviste e quotidiani, le poesie e i racconti The Lighthouse e The Journal of Julius Rodman – rispettivamente Il Faro e Il Diario di Julius Rodman –, entrambi scritti nel decennio 1840-1850 e rimasti incompleti per via della morte dell’autore – poi pubblicati assieme ad altre poesie e un saggio che riassume le ipotesi della morte dell’autore, nel volume dal titolo Edgar Allan Poe. Il mistero della morte edito nel 2021. Un volume nel quale, oltre che le poesie e i racconti di Poe, sono raccolti anche carteggi con diversi scrittori contribuenti allo studio sul padre della detective story. Un bel lavoro carico di soddisfazione per Raccis, che, sulla base di studi medici affrontati nel 1996 dal Cardiologo statunitense R. Michael Benitez sui resti di Poe, sostiene la teoria che il poeta di Boston non facesse uso di droghe né di alcool da almeno sei mesi prima della morte. Teoria sostenuta da tanti studiosi di Poe, che smentisce definitivamente una delle notizie del ciarpame notiziario uscito sulla morte dell’autore, mettendo più in evidenza la sua sregolata condotta di vita – come pure accadde per il grande Charles Baudelaire meritando postumo di finire anche lui così come Poe nella cerchia dei Poeti Maledetti, come li chiamò per la prima volta, definendosi parimenti, Paul Verlaine (che usava lo pseudonimo Pauvre Lelian), ai quali dedicò nel 1883 l’opera Les Poètes maudits – e facendo passare in seconda posizione quanto di importante ha creato il grande Poe: la prosecuzione ed il mutamento della narrativa gotica – che si fa risalire a Horace Walpole e il suo The Castle of Otranto (1764) – con degli studi sempre più incentrati sulla natura dell’Io, nelle angosce e paure dell’uomo – anticipando di gran lunga ciò che sarebbero state le indagini introspettive della psicanalisi freudiana – e il sottogenere giallo psicologico. Entrambi i generi di grandissima ispirazione – come sottolinea lo stesso Raccis – per scrittori moderni come Stephen King, Arthur Conan Doyle, Agatha Christie e altri. Di questo scorcio del libro lo scrittore sardo ne parla anche nell’intervista di Cagliaridamare. Raccis ripercorre minuziosissimamente l’ultimo periodo della vita dell’autore, addentrandosi in un territorio finora rimasto misterioso e inesplorato, sul quale, parlando della morte del poeta non sono state fatte che mere congetture fra cui: condizione fisica indebolita a causa di una malattia infettiva; rapito e forzato a bere alcool, quindi usato continuamente come un elettore (una pratica fraudolenta in uso nel XIX secolo e conosciuta come “cooping”); meningite; diabete; picchiato e derubato; lesioni al cervello; malattia cardiaca; rabbia; ipoglicemia; epilessia; emoraggia cerebrale; malattia per sangue tossico e altre. Si pensi che ci fu un tentativo anche da parte dell’invidiosissimo antologista, poeta, critico e scrittore, Rufus Wilmot Griswold, suo acerrimo nemico, che già al tempo diffuse un necrologio diffamatorio del poeta. La domanda è: quale sarà mai la verità fra tutte queste ipotesi, e fin dove mai si sarà spinto Fabrizio Raccis per trovare delle risposte a questo arcano?

 

Ultimissima uscita letteraria di Fabrizio Raccis del 2024 è il libro di poesie Gli Occhi di Penelope edito con la casa editrice sassarese Catartica edizioni che ha pubblicato diversi libri dell’autore. Questo libro è una raccolta di poesie che, come dice Raccis, non sono scritte tanto per scriverle, ossia senza un tema che le accomuna o un filo conduttore che regge la storia. Difatti, in questa nuova pubblicazione sono riunite le poesie che concernono il celebre Ulisse, ma senza trattare delle sue audaci e ardue imprese, e, soprattutto, senza la pretesa d’essere la prosecuzione dell’epos omerico dell’Odissea, come fu invece verso la fine degli anni ’30 del secolo scorso per lo scrittore greco Nikos Kazantzakis. Bensì è un libro che si profila sull’amore di Ulisse e la sua Penelope, Regina di Itaca, che per oltre vent’anni attese il ritorno del suo amato marito, partito per la sanguinosa Guerra di Troia e disperso nel suo ritorno. Mai però cedette la sua mano ai Proci – i giovani nobili di Itaca pretendenti al trono del Re: Ulisse. Bensì, attese il ritorno del marito, e, dopo il viaggio estremo che fece, riuscì anche a uccidere i Proci e finalmente riavere la sua amata per sé. Dal loro profondo amore nacquero tre figli: Telemaco, Poliporte e Arcesilao.

 

 

 

Se siete anche voi fanatici, curiosi dell’arcano che si cela dietro la morte del Maestro del terrore o di conoscere e ascoltare le parole delle poesie dell’amore antico di Ulisse e Penelope, sappiate che lo scrittore e poeta Fabrizio Raccis il 13 Aprile 2025 sarà nostro ospite  a Oristano, presso il Jazz Winebar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore) vi comunicheremo la data successivamente!

 

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