Di Roberto Rampone.
Gianni Mascia, classe ’58, cagliaritano doc, visceralmente innamorato della scrittura così come del suo stesso quartiere nel quale nacque e dove tuttora vive: Is Mirrionis. Per il quale, date le innumerevoli notizie negative da parte dei media, ha scritto nel 2011, in segno di protesta, Tzacca Stradoni! Racconti della mala cagliaritana, proprio per ovviare questa figura oscura che da sempre ha avuto il suo quartiere, per lo più noto per spaccio di droga e prostituzione.
«è il lavoro a cui sono più legato» riferisce Mascia in un intervista, e non accetta affatto questa visione del suo quartiere, perché ormai è una versione stereotipata che è ben incagliata nella mente umana del cagliaritano medio, e quando si sente parlare del suo quartiere, oppure del famigerato Sant’Elia, parimenti noto per gli stessi motivi, si associano sùbito a queste circostanze, che in un modo o nell’altro riguardano oggigiorno tutti i quartieri delle città, partendo dai più popolari, proseguendo con quelli più borghesi e culminando in quelli aristocratici. In un’intervista per Cagliari Pad, Mascia ha difatti dichiarato “Sono nato e cresciuto in questo quartiere e proprio la sua marginalità mi ha dato lo stimolo per fare quel salto nella mia vita attraverso la cultura.” Sempre in segno di protesta, e valorizzando al contempo la sua più grande passione, Mascia fonda nel 2015 la Scuola popolare di Poesia Is Mirrionis della quale ne parla esaurientemente nell’intervista rilasciata al Qui ed Ora per il Cagliari Art Magazine. Una scuola nata all’interno del progetto MenoBirraPiùLibri ospitata dal Circolo Me-Ti, dall’associazione ASARP (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) e lo studio editoriale Typos, e inaugurata il 5 Maggio 2015 prima volta in assoluto che Mascia presentò Tzacca Stradoni! e nel quale spiegarono in un’altra intervista che
“Partendo da su Gergu de Soparma, lo slang della mala cagliaritana in auge fino a una quarantina di anni fa – spiegano gli organizzatori – s’intende elaborare e codificare un glossario gergale comune […] tra gli utenti della Scuola Popolare di Poesia di Is Mirrionis, da cui far nascere l’humus per un laboratorio permanente di scrittura e interpretazione della parola letteraria che culmini in una Video Piece Teatrale. La scrittura, primo momento creativo, sarà stimolata da letture tratte da Baudelaire, Rimbaud, Bukowski, Merini, Atzeni e altri autori proposti dai partecipanti. Interverranno inoltre poeti e scrittori che racconteranno la loro esperienza di vita attraverso performance e presentazioni dei loro libri, oltre che da proiezioni cinematografiche. La Scuola Popolare di Poesia vuole essere anche un luogo in cui s’incontrano generazioni e culture altre che esaltino la ricchezza delle diversità.”
Un progetto popolare, dunque, rivoluzionario e politico stando alle parole di Gianni Mascia, fondatore e Direttore della Scuola Popolare di Poesia che si prefigge di intervenire laddove c’è più bisogno in casi di disagi esistenziali ad esempio, al fine di evitare l’emarginazione sociale. A tal proposito nel 2019 ha istituito anche 4 borse studio per il laboratorio annuale della Scuola che sono state destinate esattamente a persone con disagi, disoccupate, parzialmente occupate e studenti universitari.
Tutta questa umanità del Poeta di Is Mirrionis nasce in parte, ma soprattutto, dai suoi diversi vagabondaggi per i quali partì nei primissimi anni ottanta dal suo quartiere natio trascorrendo vari anni tra Colombia, Ecuador e Perù, dove acquisì la sua terza lingua madre: lo spagnolo; ma anche fra Olanda, Francia, Svizzera e Spagna. Tali viaggi, difatti, riflettono pienamente nella scrittura della sua ultimissima pubblicazione interlingua: Vento di Lorca.
Ispirazione della sua scrittura sono stati, infatti, autori ispanici e italiani neoclassici, romantici, tardoromantici e decadentisti – Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele d’Annunzio, Juan Ramón Jimènez – nonché ermetici, fra cui i celebri Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba ed Eugenio Montale, realisti e surrealisti – Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto più noto con lo pseudonimo di Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca, Miguel Hernández Giner, Vicente Aleixandre, Manuel Altolaguirre Bolín. Tuttavia, egli non rimane fermo ai poeti del passato, bensì cerca sempre di osservare e studiare l’evoluzione della poesia, a tal punto che s’interessa di cantautorato e perfino di rap.


Ma più di tutti fu Giacomo Leopardi con la sua poesia L’infinito il suo più grande ispiratore. Trasse difatti ispirazione da L’Infinito leopardiano e scrisse fra 2003 e 2004 circa una quarantina di varianti che si rivelarono più che proficue e fortunate, a tal punto da permettergli di vincere la XXVI Edizione del Premio Leonforte del 2004 – il premio letterario ideato dal massimo esperto di letteratura italiana del Novecento Carlo Muscetta – al quale seguì la pubblicazione del libro Variazioni su una corda d’Infinito. Mascia nel tempo ha avuto altre soddisfazioni grazie all’ispirazione leopardiana, fra cui aver vinto la X Edizione del Premio Surrentinum del 2010, alla quale seguì la pubblicazione in 500 copie dell’opera A Liberare Luce e quattro anni più tardi il prestigioso Premio Alla Cultura Giovanni Paolo II dell’Accademia Studi Leopardiani. Questi tre lodevoli premi hanno portato Mascia alla pubblicazione dell’opera Leopardi e La Luna (Cantus de prexus e de amargura).
Oltre il poeta romantico sono stati di grande ispirazione per Mascia anche, e soprattutto, i bambini delle scuole elementari nelle quali insegnò dalla fine degli anni ’80 fino al 2000, che li definì “miniere d’oro, se stimolati a dovere”. Difatti, al nostro scrittore e poeta non mancò l’idea di dare inizio a un progetto che prende il nome di Gabbiani e Gabbianelle un progetto preceduto da lunghi studi sui bambini e su come catturare la loro attenzione, fino a dare vita al binomio vincente Alunni-Maestro che sfociò nella pubblicazione di Storia de una Caixedda e de sa Gatu chi dd’iat imparau a bolai edito nel 2012 sia in formato cartaceo che audiolibro rivolto ai lettori d’ogni età, in specie ai bambini. All’audiolibro hanno collaborato Gianni Mascia come traduttore, l’attore Fausto Siddi e il musicista e produttore artistico Davide Melis col sostegno finanziario da parte della Mar.&Lu nuova realtà editrice della nostra isola. Perché questa pubblicazione e perché la scelta di chiedere a Luis Sepulveda se poter tradurre la sua opera in lingua sarda e commercializzarla? Perché nella sua semplicità Sepulveda ha sempre raccolto messaggi importantissimi e profondi, come nel caso del libro tradotto da Mascia, nel quale sono ben racchiusi i concetti del valore della diversità e il valore dell’accoglienza. Messaggio importantissimo da far pervenire ai bambini, poiché “In questo momento storico, dove soffiano forte i venti neonazisti che instillano la xenofobia nella gente, è determinante educare i bambini alla condivisione, in tutte le sue forme.”

Nello stesso anno della pubblicazione de Storia de una Caixedda e de sa Gatu chi dd’iat imparau a bolai, Mascia è vincitore del massimo concorso letterario in lingua sarda ricevendo il Premio Montanaru di Desulo con la poesia “Mudore”. Altri premi che ha vinto nei vari festival letterari cui ha partecipato sono il Premio Mario Tobino nel 2010 con la raccolta “Il Mare Ultimo” e il Premio Antonio Gramsci nel 2011 con la poesia “Stabat Mater” che, per via del suo messaggio profondo, consiglio assolutamente di leggere.
Gianni Mascia finora ha pubblicato Variazioni su una corda d’Infinito (2004); Jonathan Linvingston su Cau (2010); Tzacca Stradoni! Racconti della mala cagliaritana (2011); Tra Leopardi e La Luna (Cantus de prexus e de amargura) (2015); Litanie Eretiche (2019) e le sue ultime due opere Calchi Cosa di Pretzisu e Vento di Lorca (entrambe del 2023), per la quale consiglio vivamente la lettura dell’intervista fattagli dal Nemesis Magazine.
Calchi Cosa di Pretzisu è tra le opere più significative di Gianni Mascia, Poeta di Is Mirrionis che ha volto al sardo l’opera del siculo Bartolo Cattafi. “[…] un lavoro di scavo espressivo nelle possibilità plurilinguistiche di una superlingua che mette insieme macro e micro varianti, gergo e invenzione: «le macrovarianti campidanese e logudorese del sardo, con ulteriori inserti di microvarianti, parlate locali e perfino slang della malavita cagliaritana detto “Gergu de Soparma”».” come viene riferito da Diego Bertelli e dallo stesso Mascia nella prefazione alla pubblicazione della sua opera sul vol. XVIII del 2023 della Italian Poetry Review. Un lavoro definibile tra il gaddiano e il crociano-deandreiano poiché Mascia qui si adopera alla ricerca di termini per poter rendere alcune parole che dall’italiano al sardo sono pressoché intraducibili, indi ricorre anche alla creazione di neologismi – tratto comune allo scrittore Carlo Emilio Gadda, unicus eximius filologico ancora oggi studiato del Novecento – e punta al contempo alla musicalità della poesia, che sposa molto bene il pensiero esposto da Fabrizio de Andrè più volte nel corso dei suoi concerti, in cui espose il concetto crociano – a sua volta derivante da quello ménageiano – della traduzione belle infidèle ossia bella e infedele alla quale Benedetto Croce contrappose con le brutte e fedeli. A differenza del Cantautore-Poeta genovese, fermo sulla sua anarchia letteraria, a tal punto da asserire che “Io ho sempre pensato che quando un autore non è particolarmente in vena per assumersi l’onere, la responsabilità di un’opera in proprio, sia opportuno che si dedichi alle traduzioni. Raggiunge come minimo due scopi immediati: quello di esercitarsi e quello di mostrarsi soggettivamente umile. Credo che l’umiltà sia alla base di qualsiasi mestiere che possa scegliere nella propria vita. C’è un metodo particolare nel tradurre, vale a dire, non… non me ne fotte un granché della traduzione letterale preferisco entrare nello spirito della canzone e, attraverso quella, cercare di recuperare lo spirito dell’artista che l’ha composta. Sostenuto in questo mio modo di lavorare, per quello che diceva il nostro grande critico letterario Don Benedetto Croce, il quale distingueva le traduzioni in due categorie: quelle brutte e fedeli e quelle belle e infedeli. E io, di fronte a quello che modestamente posso ritenere bello, sono disposto ai più feroci tradimenti alle più inique infedeltà.” Mascia rimane in una media via che muta il concetto ménageiano-crociano asserendo di operare poeticamente per le belle e quasi fedeli che tuttavia vanno ad escludere parimenti le brutte e fedeli, poiché come prosegue in fin della prefazione al volume della Italian Poetry Review “[…] La poesia è la luce che nasce dalle profondità di una ricerca interiore e, per quanto mi riguarda, deve suonare, altrimenti è altro, non è poesia.”
Dagli anni ’90 si occupa di scrittura per la quale ha fondato nel 2015 la rivista di poesia Coloris de Limbas, della quale, attualmente, è in corso di lavorazione il Vol. VI e per la quale nel 2018 fu invitato al Festival letterario di Modica Versi di Luce per la presentazione del Vol. V. Lo stesso anno Mascia fonda e apre la Scuola Popolare di Poesia di Is Mirrionis della quale è orgogliosamente Direttore, e, contemporaneamente, è tra i fondatori del Festival Premio Lussu, giunto quest’anno alla sua X Edizione.
Dal 2013 porta in giro il Poetry concert Periferie del Karma per il quale ha scritto i testi ed è la voce narrante, in collaborazione col trombettista Mario Massa e il contrabbassista Angelo Sesselego. L’8 Febbraio 2024 è uscito l’omonimo cd “Periferie del Karma” nel quale suonano Mario Massa e Carlo Spera, invece Mascia ricopre sempre il ruolo di voce narrante.
Dal 2017 Mascia dirige artisticamente il festival socio-letterario estivo LibrAmare, un progetto nato dalla collaborazione con Tina Abis, direttrice organizzativa della cooperativa Golfo degli Angeli, che si svolge da giugno a dicembre e che quest’anno giunge alla sua VIII Edizione, e come scopo principale – come la maggior parte dei progetti dell’autore sardo – punta al sociale, facendo incontrare poesia e – appunto – associazioni che si occupano di disagio sociale. Un progetto rivolto a persone per le quali, nel meraviglioso scenario della lunghissima spiaggia Il Poetto, sono dedicate diverse serate d’intensa estate, in cui si svolgono laboratori di lettura e scrittura poetica, sovente, accompagnati da improvvisazioni musicali grazie alla collaborazione di musicisti che sostengono il progetto.
Nel 2021 ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia di Marrakech.

Il 22 Marzo 2025 il poeta, scrittore e traduttore Gianni Mascia sarà nostro ospite a Oristano presso il Jazz Winebar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore). Per un incontro atto a valorizzare il nostro patrimonio culturale sardo Vi invitiamo a partecipare assolutamente!

