Ci sono luoghi che riescono a fondere magia, sapore e armonia in un’unica esperienza. È questo il caso dello Shardano Wine Jazz Bar Bistrot di Oristano, dove musica ed enogastronomia si incontrano per dar vita a una serata indimenticabile. Il 1° febbraio 2025, il bistrot di Stefano e Francesca, situato in via Biasi 1, ha ospitato il duo acustico composto da Davide Cadelano e Ludovico Sarai per una performance che ha lasciato il pubblico senza fiato.

Il viaggio musicale: tra emozioni e ricordi
Alle 20:45 in punto, le luci soffuse del locale si sono concentrate sul piccolo palco, trasformandolo in un’intima culla sonora. Davide e Ludovico hanno dato il via al loro viaggio acustico, un set che oscillava tra brani originali e cover reinterpretate con un tocco personale, capace di trasportare il pubblico in un universo di emozioni pure e vibranti.
Davide, chitarra acustica alla mano e voce avvolgente, ha intessuto melodie che sembravano abbracciare ogni angolo della sala, mentre Ludovico, con la sua batteria essenziale e le percussioni dosate con maestria, ha scolpito ritmi che dialogavano perfettamente con ogni sfumatura armonica. Il pubblico, quasi ipnotizzato, ha accolto il set in un silenzio carico di attenzione, lasciandosi trasportare dalla profondità e dall’intimità delle loro interpretazioni.
I brani originali del duo come: Sulla Luna, Menti e Profondo raccontano storie vissute, sogni e fragilità, intrecciandosi con le cover di artisti che hanno segnato il loro percorso musicale. Tra i momenti più intensi della serata, una rilettura di Shout che ha unito energia e malinconia, un’interpretazione struggente di High and Dry dei Radiohead, e una potente versione di Babe I’m Gonna Leave You, in cui la tensione emotiva ha raggiunto il suo apice, lasciando il pubblico senza fiato.
Un’esibizione che non si è limitata a suonare note, ma ha creato un’atmosfera da vivere, sentire e ricordare.
Quando la musica incontra il gusto: un viaggio tra note e sapori
Al Shardano Wine Jazz Bar Bistrot, l’armonia non si è fermata alle corde della chitarra o al ritmo delle percussioni, ma ha trovato il suo naturale complemento in un menù pensato per accompagnare ogni nota con il giusto sapore. Un’esperienza sensoriale completa, dove il palato ha danzato in perfetta sincronia con la musica.
La serata si è aperta con un tagliere di salumi e formaggi locali, un inno alla tradizione sarda.
Il gusto deciso del pecorino si è intrecciato con la dolcezza delle marmellate artigianali, mentre il pane carasau croccante ha aggiunto la giusta nota di contrasto.

A seguire, un viaggio tra i sapori più autentici della cucina isolana: i malloreddus alla campidanese, ricchi e avvolgenti, e le trofie al gorgonzola e brie, una fusione cremosa di carattere e delicatezza.

E poi lei, la fainè, regina delle serate conviviali, proposta nelle sue varianti più gustose: semplice, per assaporarne la purezza, oppure arricchita con cipolla, salsiccia secca e peperoni, per chi ama i sapori decisi e avvolgenti. Un piatto che racconta storia e tradizione, perfetto per accompagnare il ritmo sincopato della serata.

Musica e cucina, un connubio perfetto dove ogni boccone e ogni nota si sono fusi in un’esperienza indimenticabile
Ad accompagnare i piatti, una selezione di vini locali ha saputo esaltare ogni boccone. Il Vermentino , con il suo bouquet fresco e aromatico, ha sposato perfettamente le note leggere della fainè semplice, mentre il robusto Bovale Isola dei Nuraghi Shardano ha aggiunto profondità e carattere ai piatti più saporiti. Per chi preferisce una birra, le creazioni artigianali del birrificio Puddu hanno offerto sfumature sorprendenti e innovative.
Tra palco e cucina: le voci di Davide e Ludovico
Come vi siete conosciuti e cosa vi ha portato a formare il duo?
Davide: “Ci conosciamo da tantissimi anni, perché abbiamo suonato in diverse band, anche se non nella stessa all’inizio. Sai, quando fai parte di certi circuiti musicali, finisci per conoscere un po’ tutti.”
Ludovico: “Esatto. Poi però abbiamo suonato insieme in una cover band funky pop rock intorno al 2003-2004. È stata la prima volta che abbiamo collaborato davvero a livello artistico.”
Davide: “Dopo quella esperienza, ci siamo persi di vista per un po’. Ma nel 2018, quando stavo cercando un batterista per formare un duo, ho pensato subito a lui. L’ho contattato e, per fortuna, ha accettato. Da lì è iniziato tutto.”
Ludovico: “E direi che è stata una scelta azzeccata, visto che siamo ancora qui!”
Qual è stato il vostro primo concerto come duo e che emozioni avete provato?
Davide: “Il primo concerto come duo è stato durante la presentazione del mio disco solista, nell’ottobre 2018, a Oristano. Me lo ricordo bene.”
Ludovico: “Anch’io! C’era una bella atmosfera, tanta gente e un’energia incredibile.”
Davide: “È stata un’emozione forte. Presentavamo un nuovo progetto, e vedere il calore del pubblico ci ha dato tanta carica.”
Ludovico: “Sì, quella serata ha segnato il nostro inizio ufficiale. È un ricordo davvero speciale.”
C’è stato un momento della vostra carriera che vi ha segnato come artisti?
Ludovico: “Direi quando abbiamo firmato con l’etichetta toscana. Stavamo suonando insieme da un po’, arrangiando e scrivendo brani, e poi è arrivata questa proposta.”
Davide: “Esatto. È stato un riconoscimento importante per noi, quasi un segnale che stavamo andando nella giusta direzione.”
Ludovico: “Da allora siamo rimasti con loro, e questo ci dà ancora più motivazione a continuare.”
Quali sono le vostre principali influenze musicali e come si riflettono nel vostro stile?
Davide: “Abbiamo tantissime influenze, davvero. Io e Ludovico ascoltiamo di tutto, quindi è difficile identificarne una o due principali.”
Ludovico: “Sì, non ci poniamo limiti. Nei nostri dischi puoi trovare contaminazioni di generi molto diversi.”
Davide: “Proprio così. Non seguiamo mode o regole: scriviamo quello che ci piace e che sentiamo nel momento.”
Ludovico: “È vero, e questa libertà ci rende difficili da etichettare. A volte può essere un limite, ma per noi è fondamentale rimanere autentici.”
Raccontateci un aneddoto speciale vissuto durante un’esibizione.
Ludovico: “Ah, ce ne sono tanti! Ma uno che ci fa sempre ridere è quello della serata a Nuoro.”
Davide: “Sì! Stavamo facendo il soundcheck per un’esibizione in versione elettrica, con un sound molto rock.”
Ludovico: “Al primo colpo di rullante, la responsabile del locale si è avvicinata e ci ha chiesto di abbassare il volume. E noi: ‘Ma come? Stiamo solo facendo il soundcheck!'”
Davide: “Non avevamo capito che avremmo suonato con una formazione così potente. Alla fine, abbiamo dovuto trasformare l’intero set in una serata acustica, senza aver mai provato prima.”
Ludovico: “È stato un bel casino, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. È stata un’esperienza da ricordare.”
Che ruolo ha avuto la musica nelle vostre vite prima di formare il duo?
Davide: “Per me, la musica è stata una compagna costante. Mi ha aiutato in momenti difficili e mi accompagna da quando ero molto piccolo.”
Ludovico: “Anche per me. La musica è sempre stata parte della mia vita, un modo per esprimermi e trovare equilibrio.”
Davide: “È bello condividere questa passione con qualcuno che la vive allo stesso modo.”
Ludovico: “Sì, è un linguaggio che parliamo entrambi da sempre.”
Qual è il vostro sogno musicale come duo?
Ludovico: “Non ci siamo mai posti un obiettivo preciso, perché per noi la musica è soprattutto piacere e libertà creativa.”
Davide: “Esatto. Però, se uno dei nostri brani riuscisse a raggiungere un grande pubblico, sarebbe fantastico.”
Ludovico: “Sarebbe bello, sì. I nostri brani sono così autentici e fuori dagli schemi che non si sa mai: magari un giorno qualcuno li noterà.”
Davide: “Finché ci divertiamo e restiamo fedeli a noi stessi, siamo già soddisfatti.”

Un finale dolce-amaro
La serata si è conclusa con gli applausi scroscianti del pubblico, che non ha esitato a chiedere un bis. Davide e Ludovico hanno risposto con un’intima interpretazione di Pure Morning dei Placebo, un brano che ha chiuso la serata con un mix di euforia e inquietudine, tipico dello stile del gruppo britannico.
Lo Shardano Wine Jazz Bar Bistrot è confermato un luogo dove la musica e l’enogastronomia si incontrano per regalare momenti indimenticabili. Stefano e Francesca hanno saputo creare un’atmosfera calda e accogliente, un rifugio per gli amanti della buona musica e del buon cibo.
Se non siete mai stati allo Shardano, segnatevi questo nome: è molto più di un bistrot, è un’esperienza per l’anima. E per chi c’era il 1° febbraio 2025, la serata rimarrà impressa nel cuore, come un ricordo prezioso da custodire.


