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Stefano Piroddi

Stefano Piroddi: Il Popolo che osò sfidare Roma. Un’altra faccia della Storia.

Di Roberto Rampone

Stefano Piroddi, cagliaritano, classe ’75. Dopo la maturità classica nella città natale, consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Cagliari con una tesi in Filosofia del Diritto su “La Teoria dello Stato Ultra-Minimo e il pensiero politico di Robert Nozick”. Appassionato di letteratura, in specie della cultura della sua terra, della quale sono intrise le sue opere, spinto dall’esigenza di poter pubblicare i suoi libri (e di altri autori non conformi) senza dover mai scendere a compromessi con nessun editore, piccolo o grande che fosse, fonda verso Settembre-Ottobre 2015 La Città degli Dèi, nota ai più come casa editrice indipendente – della quale Stefano è Direttore Editoriale – che propone quattro sezioni (Narrativa, Poesia, Saggistica e Graphic Novel), in cui presenta Opere e Autori che permettano ai lettori di seguire un percorso di crescita spirituale secondo la modalità antica – in particolare Sarda – di una Visione Poetica dell’Esistenza incentrata sul connubio Donna-Dea/Uomo-Eroe, e sull’Universo come Rappresentazione estetica dei Sogni di una Grande Dea Madre che tutto precede e tutto ha creato.

Ma, di per sé, La Città degli Dèi è anche progetto culturale che si arricchisce di una Casa di Produzione Cinematografica e Teatrale, e l’Organizzazione di Mostre d’Arte ed Eventi. Progetto improntato a una Visione del mondo e della vita totalmente alternativa allo scientismo-materialismo della società moderna e contemporanea.

Stefano, oltre ciò, nel 2016 è autore del manifesto ideale e culturale “La Visione poetica dell’Esistenza”, pubblicato su Coloris de Limbas – Rivista Letteraria poliglotta fondata dal nostro carissimo Poeta di Is Mirrionis Gianni Mascia Sechi, nostro ospite il 18 Marzo 2025 – e su PAROL (Rivista di Epistemologia e Filosofia Estetica degli Atenei di Bologna e Sassari), in cui prende forma ben definita la visione del mondo di cui sopra: attingendo all’orizzonte di senso e alla saggezza tradizionale degli Antichi, il Manifesto propone la ri-appropriazione del concetto di Sacro verso ogni aspetto dell’Essere Umano e della Natura, attraverso una ritrovata capacità di vedere il lato magico-poetico-spirituale di Tutto e di ogni parte del Tutto. La Visione poetica dell’Esistenza sostituisce la noia e la banalità di un orizzonte solo materiale con la suggestione e la fascinazione di una prospettiva capace di risvegliare le facoltà più potenti dell’Essere Umano.

Il suo romanzo d’esordio è stato Gli Angoli remoti del Presente (La Riflessione, 2009), giunto alla seconda edizione nel 2015 con la propria casa editrice. Libro che narra della realtà grigia e depressa dei nostri giorni, nella quale irrompe un ragazzo venuto dal nulla, con l’obiettivo di cambiare il mondo attraverso la potenza dell’Arte e della Poesia. Questo ragazzo, Oscar Petri, il quale dichiara guerra al nostro modello di Civiltà mettendosi a capo di una rivolta giovanile senza precedenti: una rivolta contro la società del consumismo, della cultura dello sballo e dell’apparenza, nel segno di un cambiamento, individuale e collettivo; un evento che spacca le famiglie, ridicolizza i media e la politica, spazza via certezze ritenute incrollabili.

 

 

 

Ma ciò che rende Stefano Piroddi Lo Scrittore della Sardegna per antonomasia è la sua saga di Sandahlia. Una tetralogia storico-epica che racconta, per l’appunto, la storia della Sardegna, al tempo nota Sandahlia, antichissimo nome dell’Isola che vuol dire sandalo, un nome che venne dato dai Romani migliaia di anni fa che si ispirarono alla forma dell’Isola. Un’opera, quindi, che si articola in quattro volumi, tre dei quali usciti a intervalli di anni dal 2018 al 2024: vol. I Sandahlia – I Due Volti dell’Anima (2018); Vol. II Sandahlia – Il Sogno di Amsicora (2021); Vol. III Sandahlia – Il Germoglio del Sacro(2024); e il Vol. IV che uscirà successivamente, poiché ancora in fase di scrittura.

               

 

La tetralogia di Sandahlia, al tempo ancora al vol. I, aveva ispirato lo stesso autore a dare vita anche alla graphic novel dal titolo Sandahlia – Una Danza di Amore e Morte (2020). Nel 2023 il primo romanzo della Saga di Sandahlia ha vinto il Bando Cinema della Regione Sardegna, avviando la fase di pre-produzione del lungometraggio ispirato alla sua Opera storico-epica e grazie all’ammirevole aspirazione di Stefano è attualmente in lavorazione il film di Sandahlia la cui fase di pre-produzione è già cominciata ed è tuttora in progress e l’autore dice “Ci si auspica che le riprese possano cominciare nel 2026!”. Perciò ci sarà un po’ da attendere, ma avendo conosciuto di persona Stefano ad una delle sue belle presentazioni cariche di entusiasmo mentre racconta enfaticamente la storia di Sandahlia e tutto ciò che concerne il paganesimo della Nostra Terra, è indubbio che ne verrà fuori sicuramente un bel film!

 

“Rendere onore alla storia attraverso la visione poetica degli antichi popoli sardi.
Scoprire la relazione Uomo-Cosmo-Natura e gli elevati valori in cui credevano.
L’invisibile come dimensione da governare attraverso la forza dell’arte e della poesia.
Chi erano gli antichi popoli abitanti dell’isola? Come vivevano? In cosa credevano? Che funzione e quale significato hanno le strutture megalitiche disseminate ovunque sull’isola?”

Così scrive Raniero Casu nel suo profilo di Facebook, un fratello d’anima di Stefano Piroddi – come si definiscono fra di loro, e che spesso finiscono per presentare assieme l’opera di Stefano di dove in dove –, che sin dalla loro conoscenza ha sostenuto fermamente ed abbracciato il pensiero storico ed il punto di vista dell’autore, che tramite accuratissime ed approfondite ricerche ha voluto raccontare, quindi, la storia della sua terra partendo dagli antichissimi popoli del mare, offrendo, diversamente a quanto si studia e si legge nei libri di storia, un racconto e una visione storica da parte dello stesso popolo Sardo e non Romano.
Siamo, difatti, attorno al III secolo a.C., al tempo delle guerra puniche punto di partenza del racconto di Stefano Piroddi, che culminerà nel II secolo a.C. con la vergatura della sua penna acuta e l’interesse che suscita durante le presentazioni dei suoi libri, dove a un certo punto è lui stesso che domina la scena e la gente è attonita dalle sue parole, affascinata da quella cultura esoterica della Sardegna ancestrale, nella quale Stefano ha scavato nel profondo, offrendoci termini meravigliosamente sonanti per la descrizione e la venerazione, ad esempio, della Dea Madre (essere danzante nel cuore e nell’anima di ognuno di noi), fra questi l’Assoluto Sognante (l’invisibile). È il periodo in cui si ha da una parte l’invasione cartaginese e dall’altra quella romana, e a Sandahlia c’è un uomo, in particolare, che non permetterebbe mai d’essere vinto, conquistato da un altro popolo e, come ogni Guerriero Sardo, – come recita Salvatore Merche nella sua cronaca storica – preferirebbe morire in battaglia piuttosto che vivere da schiavi per il resto dei loro giorni. Quest’uomo è Amsicora, personaggio nella storia rimasto sempre un interrogativo, un mistero. Poiché se ne hanno pochissime notizie, Amsicora è sempre stato ritenuto essere o Cartaginese oppure Romano, ma a ben vedere Stefano Piroddi, appoggiandosi a un recente e prezioso contributo storico di Francesco Casula e Cardia Amos dal titolo Amsicora (Alfa Edizioni, 2017), vuole demistificare questa traballante testimonianza storica, che non si può certo dare per assunta. Ed è proprio grazie ad Amsicora – e non solo – che si sviluppa la storia della saga di Sandahlia, perché fu proprio quest’uomo a muovere guerra assieme a Bèina, Grimasso, Nertha e le Vergini Guerriere, contro Roma, e da una cartina geografica che ci viene gentilmente offerta dall’autore a fine dell’introduzione, si può ben vedere che la parte che i Romani presero fu veramente una piccola fetta dell’isola che andava dal Sulcis fino alla pianura del Campidano occidentale, o più precisamente quella zona inclusa fra Karalis (l’odierna Cagliari) fino alla città fenicio-punica di Tharros (a Nord-Ovest di Oristano). Tutto ciò che concerneva l’entroterra quindi, grazie a questi valorosi guerrieri, non venne mai e poi mai conquistato, nemmeno dalla più grande potenza mondiale del mondo antico. Una potenza che il popolo Sardo riuscì a soggiogare grazie alla grande Civiltà Nuragica, agli Eroi, ai Giganti, agli Uomini-Dio grazie ai quali trovò la forza per unire i Popoli del Mediterraneo nel nome di una visione del mondo e della vita in cui la dimensione del Sacro permeava ogni aspetto dell’esistenza e in cui l’Essere Umano era il punto di equilibrio tra Natura e Cosmo, fra Cielo e Terra, fra Uomo e Assoluto.

11 eventi storici, 11 guerre costituiscono la storia di Sandahlia, una diversa lettura degli eventi, come afferma l’autore, che intitola l’introduzione stessa con questa frase, che ci catapulterà in una dimensione spazio-temporale che riecheggerà parte delle fonti storiche di cui Stefano si è servito nella sua lunghissima ricerca (Velleio Patercolo, Paolo Orosio, Giovanni Zonara, Tito Livio, Diodoro Siculo, Marco Tullio Cicerone, etc.) ma che rileggerà secondo un punto di vista mai raccontato prima. Una lettura che permette anche la rivalutazione della concezione ottusa che si aveva fino a circa mezzo secolo fa dei Sardi, che si diceva che fossero degli abitanti di piccolissimi villaggi, che non intraprendevano spostamenti né guerre marittime etc. e durante le sue presentazioni offre continue e nuove chicche di cultura che sono frutto di perpetue ricerche atte alla demolizione della stereotipata storia accademica su tale argomento, che viene insegnata nelle università e nelle scuole.

Sandahlia ha anche un suo simbolo, una sua araldica, che è lo stesso logo della casa editrice dell’autore: il Musykon. Oggetto sacro formato da un Triskels, simbolo antichissimo in auge sin dai tempi dell’Ellenismo – dalla cui lingua deriva lo stesso termine – protrattosi nello spazio e nel tempo fino ad essere utilizzato ai giorni nostri in Sicilia come attuale simbolo della bandiera della Regione, in Germania a Döhlau e Füssen, e perfino nel Mare del Nord nell’Isola di Man nonché in àmbito religioso il Tomoe degli Shintoisti e Gankyil tibetano e come araldica di numerose famiglie nobiliari. Il simbolo consta di tre braccia che ruotano intorno a un perno centrale – che stanno a rappresentare i 4 elementi: Acqua, Aria, Terra e Fuoco – avvolto da una spirale che rappresenta la capacità forgiante e creativa della Musica. È anche, a sua volta, la rappresentazione grafica stilizzata dell’Assoluto Sognante, ovvero la Grande Dea Madre: lo Spirito della Musica che contiene tutte le melodie del Cosmo, comprese quelle che dànno forma e vita a ciascuno di noi. Secondo alcuni miti e leggende, il Musykon esisterebbe davvero, e non sono poche le persone che si sono messe alla sua ricerca dopo aver letto i libri della Saga di Sandahlia.
A corredare questo simbolo vi è il nome della casa editrice La Città degli Dèi con sotto una frase “L’Arte salverà il Mondo” un riverbero di dostoevskijana memoria, e, probabilmente, ispirata alla celeberrima frase pronunciata dal Principe Miškin del romanzo L’Idiota (1869) dello stesso Fëdor Dostoevskij “La Bellezza salverà il Mondo”. Entrambi i termini – ‘Arte’ e ‘Bellezza’ – ad un tempo sinonimi di sé stessi, assumono pressoché lo stesso significato: il bene. Il bene espresso sotto forma di Arte e Bellezza che salverà il Mondo

Una bellissima storia avvolgente e intrigante, studiata nei minimi dettagli così come Stefano sa fare nelle sue opere – e già a partire dalla concezione del logo dà la dimostrazione di avere le idee chiare sulla vision della propria casa editrice. Per non parlare delle opere che ha scritto, avventure all’insegna della (ri)scoperta dell’antico popolo Sardo, il popolo guerriero che osò sfidare Roma – come riporta la dicitura sulle copertine dei volumi della saga. La storia di un popolo, il Nostro Popolo!

Stefano Piroddi

 

 

Per conoscere di persona l’autore di questa fantastica tetralogia e sapere di più su questa bellissima storia non mancare al nostro appuntamento il 30 Maggio 2025 alle 19:30 a Oristano presso il Jazz Winebar Temptation Shardano, in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore).

Vi aspettiamo!

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