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Davide Piras: il fascino della poliedricità letteraria isolana.

Di Roberto Rampone

Giovanni Davide Piras, nativo di Oristano, classe ’81, scrittore, sceneggiatore, docente di scrittura creativa. Scrittore visto dal di fuori, ma stando alle parole sue rilasciate in una intervista “mi piace sempre fare un distinguo tra scrittore e scrivente. Mi reputo uno scrivente. Gli scrittori sono per me coloro che vivono di ciò che scrivono e io purtroppo, o per fortuna, a seconda dei punti di vista, vivo d’altro.” Da sempre vive a Terralba, paese d’ispirazione anche per le sue opere letterarie, per le quali asserisce “[…] Per me scrivere è un’esigenza. Quando scrivo non sto lavorando: sto volando con la fantasia.” e scrive sin dall’età di 8 anni. Dico anche poiché lo stesso Davide è ideatore, fondatore e proprietario di una delle rare realtà campidanesi di caffè letterario che anni addietro videro la luce anche nella citta provinciale di Oristano, ma non riscossero il dovuto successo. Non è facile difatti incentrare il focus del locale su ambedue i settori, quello della caffetteria o della ristorazione tout court e quello della letteratura, ma, a ben vedere, Davide Piras, poiché mosso dal fervore della scrittura e dall’ispirazione che la sua stessa terra gli offre, fino faceva andare avanti con tanto di orgoglio personale il proprio locale: Il Dorian Gray di Terralba; ceduto recentemente dallo scrittore per dedicarsi totalmente alla scrittura.

Davide è sposato ed è padre di una bambina. La sua formazione è eterogenea, difatti, dopo gli studi tecnici delle scuole superiori nelle quali conseguì il diploma di tecnico geometra, lavorando per oltre un decennio – fino al 2015 – nel settore dell’edilizia, proseguendo in parallelo studi umanistici che lo condurranno alla Laurea in Lettere Moderne, ha poi dato vita al locale succitato e intrapreso la carriera di scrittore.

Nel 2012, difatti, ha esordito con il romanzo storico Petali di piombo edito per 0111 Edizioni. Nello stesso anno è stato finalista con il racconto Sogno infinito al Premio letterario CartaBianca, poi inserito nell’antologia “Il clavicembalo ben temperato”. Oltre il già citato romanzo d’esordio dell’autore Davide Piras ha pubblicato: Terra Bianca (Giulio Perrone editore, 2016) per il qual libro rimando alla lettura delle recensioni fatte da Tottus in Paris che gli è valsa come riconoscimento come III classificato al Premio Città di Como Edizione 2018, e Gigi Riva – Rombo di Tuono (Condaghes, 2020) con la quale ha ricevuto il riconoscimento come II classificato al Premio Lìcanias. Per entrambe le recensioni ai libri rimando alla lettrice controcorrente. Al concorso per il Premio il Borgo Italiano 2021 tenutosi a Lanzo Torinese, Piras ha partecipato col suo romanzo inedito – come prevede il bando di partecipazione – Mater Lagunæ, un progetto che era nato anni prima per essere adattato cinematograficamente e del quale ne parla in questa intervista qualche mese prima dell’evento. Mater Lagunæ affronta il tema dell’omosessualità – ancora oggi, ahimè, in gran parte della penisola italiana e nel mondo tout court un vero e proprio tabù, nonostante le proteste per i loro diritti fortemente sentiti nelle lotte di Larry Kramer passando per voci della musica internazionale come Freddie Mercury, David Bowie, Elton John e tantissimi altri fino a permanere nelle bellissime e delicatissime parole di Bruce Chatwin, come pure in quelle di Arthur Rimbaud, Federico Garcia Lorca etc. e nella cinematografia come quella di Pier Paolo Pasolini, Ferzan Özpetek e altri. Ma su questo ci torneremo altrove!

Nel biennio 2017-2018, Davide compone degli aforismi per l’agenda Book Pusher edita dalla stessa casa editrice con cui pubblicò nel 2016. Consequentemente, ha, inoltre, scritto e pubblicato nelle miscellanee di racconti per Storie per un anno in cento parole (L’Erudita, 2018), Tracce oltre la leggenda (Catartica, 2020), Ti ho trovato tra le pagine (Las Vegas, 2022) e nel 2024 ha curato il libro Tifosi cagliaritani per sempre edito per Edizioni della Sera. La sua ultima opera edita nel 2024 per Catartica edizioni è La Chimica dei Sentimenti finalista al concorso letterario Premio Iannas città di Quartu Sant’Elena 2023 – premio letterario nato dall’idea degli scrittori Massimo Granchi che sarà nostro ospite a Shardano e che Vi presenteremo nel dettaglio successivamente e Danilo Mallò.

Davide ha, inoltre, collaborato col maggior quotidiano dell’isola L’Unione Sarda per due anni redigendo articoli di cronaca e cultura, è stato docente di scrittura creativa presso le carceri di massima sicurezza, insegna attualmente all’Università della Terza Età ed è anche sceneggiatore per la Sardegna Film Commission e la casa di produzione Mash&Co.

Perché parlo di poliedricità quando mi riferisco a Davide Piras? Perché Davide è stato capace di spaziare nei suoi tre romanzi da argomenti seri e profondi, come quelli che concernono Terra Bianca quindi l’amore, ed in particolare l’amore per la propria terra e per la famiglia, a tal punto da ambientare la stessa storia nel paese dell’autore – Terralba –, ma troviamo anche la guerra, l’accettazione della diversità – riprendendo il tema dell’altro da sé già affrontato con la scrittrice Maria Daniela Carta – il crescere troppo in fretta e avere un radicale faccia a faccia con la vita degli adulti quando adulti ancora non si è – proprio come i due protagonisti del romanzo: Giulio e Saverio.

In Gigi Riva – Rombo di Tuono, Davide invece cambia totalmente argomento trattando di sport, creando una ibridazione tra romanzo e biografia, pertanto, romanzando – nel senso arcaico del termine di scrivere romanzi, non nell’accezione moderna di aggiungere elementi di fantasia a un testo – la biografia del grandissimo calciatore, raccontandone al contempo le vittorie, i momenti di gloria, l’abbandono della carriera sportiva e le tristi perdite che egli ha subìto durante la sua vita, e quindi il tema della morte. Tema che sarà di lunga riflessione per lo stesso Davide che già dal 2009, quando appena deceduta sua nonna, si soffermò a pensare proprio al tema della morte ed in particolare diede vita alla figura immaginaria di Glauco Buonapace ultimo erede della famiglia Buonapace, dal carattere freddo, rigido e fortemente ossessivo nei confronti dei vivi, poiché ormai lavorare con le salme è per lui diventato un automatismo che lo vede molto più a suo agio con chi ormai non professa più parola piuttosto che con chi ancora ha padronanza del proprio corpo. Vede, difatti, la vita sotto forma di molecole chimiche, ogni persona è per lui un elemento della tavola degli elementi, caratteristica che lo fa tornare indietro negli anni quand’era studente di Chimica all’università, percorso di studi che poi dovette lasciare a soli due esami dalla laurea per portare avanti la generazionale agenzia funebre di famiglia. Il suo cuore si è talmente svuotato che anche quando seppellisce i morti non prova più alcun sentimento e l’unico essere umano che frequenta è il cugino Andrea che lo coadiuva nel lavoro del becchino. Tale personaggio vedrà la sua riuscita solamente nel 2024 quando Davide Piras pubblicherà per Catartica edizioni La Chimica dei Sentimenti nel quale come abbiamo visto affronta diversi temi: dispiacere, morte, apatia sotto l’aspetto sociale e morale. Ma ecco che a un certo punto della storia compare una figura che cambia le cose. Si chiama Roberta e Glauco da quel momento in poi non vivrà più la sua routine monotona come la viveva prima, bensì sarà costretto a scavare dentro sé stesso e valutare attentamente il suo rapporto con la vita e con la morte.

Ecco perché parlo di poliedricità quando mi riferisco a Davide Piras, poiché quando scrive una storia si impersona in quel personaggio e cerca di cogliere tutti i dettagli relativi alla figura cui vuole assegnargli una determinata forma.

 

Due parole col Nostro Autore.

  1. Ciao Davide, come ci definiresti la tua scrittura?

Ciao Roberto. Definirei la mia scrittura genuina. Scrivo sempre ciò che sento interiormente e cerco di metterlo sulla pagina senza filtri.

  1. Quando, come e perché nasce la tua passione per la scrittura?

Credo che si nasca con certe passioni. A sette anni inserivo i dialoghi nei disegni di un mio compagno di classe; alla fine arrivai a scrivere vere e proprie sceneggiature, descrivendogli cosa dovesse disegnare per creare le mie storie. Col tempo ho affrontato le forme più strutturate della scrittura: racconti, romanzi, sceneggiature professionali. C’è dietro tanta passione ma anche tanto studio e tantissima costanza.

  1. Hai sempre parlato in un modo o nell’altro della Sardegna, tua terra natia, nei tuoi libri. Cosa hai voluto comunicare della tua terra nei libri già editi da diverse case editrici?

Ritengo che un autore per non cadere nello stereotipo debba conoscere profondamente i personaggi che racconta e l’ambiente in cui essi si muovono. Nella mia vita ho viaggiato poco, quindi la mia terra è l’unica che posso dire di conoscere quanto conosco me stesso. È per questo che tutto si svolge in Sardegna all’interno delle mie storie.

  1. Quali sono gli argomenti, o meglio i temi, che più ti ispirano per scrivere, e chi gli autori che hanno contribuito alla tua formazione letteraria?

Mi piace scrivere romanzi che abbiano anche un messaggio sociale. “Petali di piombo” descriveva le condizioni di lavoro disumane dei minatori di Montevecchio; “Terra Bianca” punta le luci sulla disabilità; “Gigi Riva – Rombo di tuono” parla di Riva in un modo diverso dai soliti libri celebrativi, si sofferma sull’uomo, sul bambino che dovette vincere persino la sorte pur di arrivare; “La chimica dei sentimenti” è invece un’opera sull’accettazione della morte.

Ci sono tantissimi autori che mi hanno ispirato. Tra i sardi, certamente Giuseppe Dessì, Grazia Deledda, Eliano Cau di “Per le mute vie”, Salvatore Mannuzzu, Nicola Lecca, Marcello Fois, Michela Murgia, Bachisio Zizi. Tra gli scrittori italiani ci metto Domenico Dara, Elsa Morante, Italo Calvino, Cesare Pavese, Donatella Di Pietrantonio, Nadia Terranova. Oltre poi ai grandi classici della letteratura russa e francese. Tuttavia l’autore che mi ha più influenzato, anche se scrivo un genere diverso, è Stephen King.

  1. Per uno scrittore, oggigiorno, quanto è importante rimanere al passo coi tempi, che hanno assunto un carattere di obsolescenza programmata delle opere, e qual è secondo te il modo per poter far perdurare un’opera nel tempo, quindi farla persistere e farla arrivare ai posteri lettori?

Non vado dietro a questo genere di ragionamenti. C’è sempre un particolare, visto o sentito, che mi spinge a desiderare di scrivere una storia. Mi appunto il tema, l’idea dei personaggi, l’ambientazione, e lo lascio lì, fermo, a decantare per qualche mese. Se trascorso questo tempo ho ancora l’esigenza di scrivere quella storia, significa che per me è una buona storia. Ed è così che parto con la prima stesura. Credo che il modo per restare a lungo sugli scaffali sia semplicemente scrivere col cuore, provando a creare personaggi memorabili e trame accattivanti. Non conosco altre ricette.

  1. Ho visto che hai pubblicato il libro di Gigi Riva anche in formato e-book. Sei più un lettore di libri digitali o, come il sottoscritto, preferisci ancora sentire fra le mani la carta che di anno in anno matura e assieme ad essa il suo profumo? Come mai questa scelta della pubblicazione in digitale, una iniziativa tua o una proposta dell’editore?

Anche io prediligo il formato cartaceo, che mantiene un romanticismo introvabile nel formato elettronico. Leggo però anche gli e-book, soprattutto per lavoro: mi viene più facile portarmi appresso un e-Reader che può contenere migliaia di titoli in un rettangolo di 15x25cm. Detto questo, quando leggo per mio piacere, acquisto solo libri cartacei. Anche se ultimamente ho scoperto gli audiolibri e ne sto facendo incetta nei momenti di sport con le cuffiette o di guida in automobile. La scelta dell’e-book per “Gigi Riva – Rombo di Tuono” è stata dell’editore Condaghes, il quale, alle pubblicazioni cartacee, da qualche tempo affianca sempre anche quelle elettroniche.

  1. È rischioso, secondo te, che il patrimonio librario italiano in carne ed ossa – come si suol dire – possa lentamente scemare il cartaceo volgendo sempre più verso la letteratura digitale?

Assolutamente no. Il cartaceo non morirà mai. Abbiamo bisogno di materia tangibile, non di un deserto digitale. Immaginate chi affida esclusivamente ai social network le proprie immagini, i propri viaggi, le proprie esperienze. Basta un hacker di basso profilo per far saltare il banco e perdere per sempre anni e a anni di ricordi preziosi. A me è successo un anno fa, ho perso tutto il patrimonio fotografico dei miei ultimi quindici anni. Se anche la letteratura fosse affidata in toto al digitale, rischieremmo la stessa sorte.

  1. Come nasce un libro Davide? Com’è nata ad esempio l’idea di raccontare la storia del becchino Glauco Buonapace?

Non lo so di preciso. Sento qualcosa animarsi dentro di me davanti a episodi di vita vissuta, storie sentite, immagini che mi colpiscono particolarmente. Nel caso del becchino Glauco Buonapace, la storia nella mia testa nacque nel 2009, quando morì mia nonna materna. Successe un fatto particolare che mi spinse a interrogarmi sull’emotività di chi svolge un mestiere così delicato e difficile.

  1. Cosa ti ha ispirato alla stesura di una biografia romanzata di Gigi Riva? E come mai una ibridazione fra i due generi letterari che volge più verso il romanzo piuttosto che una biografia?

Gigi Riva è il mito! A prescindere dall’aspetto sportivo, è stato un uomo straordinario che ha fatto tanto per l’isola. Mi sono sentito di rendergli omaggio, e l’ho fatto con i colori di un romanzo, lasciando da parte la forma della biografia, didascalica e grigia.

  1. Stai lavorando a qualche nuovo progetto in questo periodo?

Sì, sto scrivendo un romanzo che ha alcuni tratti del realismo magico. Si fonda sulla leggenda di Maria Puntaoru, una figura un po’ ambigua tra il cristiano e il pagano che fa parte della tradizione sarda legata a Ognissanti e al Giorno dei Morti. Spero di concludere la prima stesura entro qualche mese.

Grazie mille Davide per la tua disponibilità. Spero di rivederti e risentirti presto con tante belle novità!

Il 31 Luglio 2025 lo scrittore Davide Piras sarà nostro ospite a Oristano presso  il Jazz Winebar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore). Per un incontro atto a valorizzare il nostro patrimonio culturale sardo, con importanti temi attualissimi Vi invitiamo a non mancare!

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