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Paolo Lubinu: Tra Fantasy ed Erotico, Mistero ed Introspezione

Di Roberto Rampone

Questa volta andrò a presentarvi un autore sardo che amplia le vie finora percorse della letteratura da me presentata nell’arco di quest’anno nel programma Shardano Culturale. Un autore poliedrico molto assimilabile, da questo punto di vista, alla Nostra eccezionale Maria Daniela Carta da noi ospite nel mese di giugno. Sto parlando di Paolo Lubinu, classe ’76, originario di Sassari, uno scrittore di “storie – fuori – dall’ordinario” come recita una frase nel suo profilo Instagram, ed esercita chiaramente ciò che il drammaturgo e polemista francese Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais dichiarava mêtier d’oseur – che corrisponderebbe proprio al mêtier d’auteur – indi provocatore agli occhi del lettore medio, ma che in fondo cela dietro la sua schiettezza raccolta infrarighe ineffabile realtà.

Paolo Lubinu, oltre che essere scrittore – mestiere che ha intrapreso a partire dal 2015 – è: musicista, chitarrista per la precisione che ha suonato a lungo con la band techno death/thrash Egomass; sceneggiatore, produttore e regista di cortometraggi;  Direttore Editoriale di Underground X. Quest’ultima è una rivista indipendente di musica, cultura e letteratura underground fondata nell’ottobre 2010 insieme ad alcuni amici, che fa parte di un programma più vasto dell’Associazione Underground Experiment nata nel giungo 2009, ed è dedita da qualche anno anche a produzioni cinematografiche. Grazie a questa rivista underground, come accennavo poco fa, dopo vari racconti e fumetti apparsi nell’omonima rivista, nel 2014 – anno in cui danno vita anche al portale web www.undergroundexperiment.it i contenuti del giornale in una nuova veste editoriale, con video, interviste integrali ed extra – esce anche la raccolta di quegli stessi racconti brevi e medio-lunghi, per quest’occasione rivisti e ri-editati dall’autore stesso con la collaborazione Maria Giovanna Intermontes Cherchi, Direttrice Responsabile della rivista summenzionata, e degli illustratori e disegnatori Francesco Porcu, Antonio Abù Oggiano e Jackson La Palma facenti capo al Collettivo del Progetto Mayhem creato dall’Associazione di Underground X lo stesso anno.

Fra questi racconti c’è n’è, inoltre, uno inedito: Il Gabbiano; sempre rieditato e illustrato dal quale è nato uno spettacolo visual-teatrale nel quale il collettivo di artisti va in scena insieme alla piéce, e che negli anni Paolo ha prodotto e rieditato in varie forme, l’ultima delle quali come chitarrista e performer. Un altro personaggio dell’autore, la vecchia fattucchiera Zia Mantoi ha ispirato invece il primo cortometraggio di Underground X dal titolo Su caffè de tia Mantoi la trama del quale si dipana tra sortilegi, rituali ancestrali e figure tipiche dell’immaginario sardo, in un ritmo rarefatto e ipnotico, non senza un malinconico filo di ironia. Il corto è stato prodotto, diretto, e interpretato dallo staff di Underground X – qui il loro canale YouTube – con la collaborazione del Progetto Mayhem.

Nel medesimo libro si trova anche il primo capitolo del romanzo Jesù Cristu ’Etzu suo romanzo d’esordio ai limiti della legalità che uscirà nel 2015 per Underground X, un esperimento bilingue nel quale italiano e sardo logudorese si alternano sonoramente e che vede nuovamente la preziosa collaborazione, qui in veste di editor, di Maria Giovanna Intermontes Cherchi. Parliamo di un romanzo che tratta di un personaggio che dà il titolo all’opera, e narra che è l’inizio dell’estate quando Jesù Cristu ’Etzu appare improvvisamente in paese, dicono che sia sceso dalle cime di monte Fenosu, ma nessuno sa chi sia, né da dove venga: il vecchio parla solamente in versi come un bizzarro, santo barbone. Sono gli anni ’90 e la vita di provincia scorre sotto una coltre di perbenismo e di piccoli e grandi soprusi. Una realtà sociale che sembra essere accettata fatalmente da tutti… fino a quell’estate. I ragazzi che popolano il microcosmo dei giardini scopriranno la forza della ribellione e della lotta, ma anche il valore dell’amicizia. Quell’estate cambierà le loro vite per sempre.

Da questo romanzo è tratto il suo ultimo cortometraggio Falamus: Siamo negli anni ’90. Una radio gestita dal potere locale denigra pubblicamente le persone non allineate all’odioso conformismo di provincia. Quando Mariaelena subisce le angherie della Colora Fustinaja (così si chiama la radio, biscia fustigatrice), tre amici scapestrati seguiti da un anziano poeta ex alcolista decidono di opporsi a questa situazione (Falamus alla lettera significa “scendiamo” ma la traduzione più appropriata è “lottiam” o “insorgiamo”). Per avere successo i quattro devono riuscire a coinvolgere zio Bussanu, un outsider totale che vive in campagna con la sorella e che parla solo in sardo. Zio è un tipo facile all’ira e all’uso del coltello, perciò visti i suoi trascorsi tumultuosi con la radio è molto pericoloso prendere certi argomenti con lui.
Oltre ciò Paolo ha in serbo un corposo progetto seriale in fase di lavorazione.
Negli anni Paolo ha anche collaborato come editor con varie case editrici sarde, fra cui Maxottantotto Edizioni, anche in forma di freelancer, prima di virare più assiduamente verso la sceneggiatura.

Vi è un romanzo inedito di Lubinu, rifiutato più e più volte dalle case editrici nonché dichiarato da editor e agenti di spessore come una storia che ha in sé “un’estetica visionaria e dolente, quanto ahimè disturbante” come lo stesso autore riferisce in un’intervista rilasciata per I Gufi Narranti, fattore che non lo scoraggiò ma lo spinse a scrivere e riscrivere il romanzo, a sua detta ultrasperimentale, fino alla pubblicazione del 2021, in risposta alla sua “estetica visionaria e dolente”, di cui sopra, replicò agli editori con un “Va bene, ora ve lo faccio vedere io cosa è disturbante” e per i tipi di Catartica Edizioni uscì Vampiri Urbani, un’originale silloge di racconti ambientati a New Orleans, che nulla ha a che fare con la New Orleans americana, bensì è un immaginario quartiere di confine delle nostre periferie: una zona di confine o di rottura dell’animo. Essere un vampiro, un mostro, è l’unica vera chance di libertà rimasta al mondo, ma bisogna vivere a New Orleans per capirlo. New Orleans è il quartiere dei disagiati, degli immigrati, dei pazzi ed è molto probabile che sia nella tua città: qui potrai conoscere Denise, una mayasa buona che regala sogni paradisiaci ai tossici in overdose e alle prostitute o ai trans “che non ne possono più della vita e dei cazzi degli altri”. Potrai conoscere Eva, Signorina, Porcello e altri gentili antisociali che ti aiuteranno a cambiare, a trasformarti, a essere il geniale mostro che sei. Casomai fossi interessato, nel quartiere c’è una speciale agenzia funebre che offre funerali e sepolture anticipate a depressi cronici e sognatori molesti: perché bisogna lasciarsi seppellire almeno una volta per essere liberi. Perciò, se non credi tanto nell’ordine e nella vacua normalità sarai sempre il benvenuto. Altrimenti è meglio non mettere mai piede a New Orleans.

Un romanzo che vede in sé diversi gruppi di lettori a detta dell’autore suddivisibili nei seguenti gruppi: ci sono i lettori più weird, pieni di tentazioni filosofiche, che in genere vanno matti per racconti come Una mosca nel bicchiere e quindi per l’idea – effettivamente ricorrente nel libro – di porre l’assurdo come base fondante del reale. Questi lettori adorano anche racconti come La mayasa di New Orleans, Avanti il prossimoIl mio amico vichingoEva e Lo sputapalline, sono degli incorreggibili sognatori! Poi ci sono i romantici, quelli che prediligono PierrotLa casa dei gatti, La più bella e Elvis, questi matti credono nell’amore incondizionato e nella ribellione totale al destino sociale che ci viene appiccicato dalla nascita. Infine ci sono i lettori più cattivelli che prediligono racconti come Questa cosa che ho dentroPorcelloLa teoria di Signorina e Cazzetto, dove per quanto possibile ho dato sfogo agli istinti più poetici e antisociali dei cari abitanti di New Orleans.

Le tematiche di questo romanzo – la metamorfosi sociale, umana ed esistenziale – hanno ispirato Paolo Lubinu a creare il primo cortometraggio scritto e diretto da lui dal titolo Luci della Notte. Il corto è stato nominato tra gli altri alla Selezione speciale del New Jersey International short film fest 2021, al Roma Cinema DOC 2021 e alla Selezione speciale del Bizarrya short film fest 2022.

Nel marzo 2025, sempre per i tipi di Catartica Edizioni, pubblica il romanzo La Combinazione Vincente, con un ottimo riscontro da parte del pubblico.

La Combinazione Vincente, come dicevo, è la sua ultimissima opera uscita quest’anno, un romanzo che si distacca notevolmente da stereotipi generi letterari e percorre una strada che dal romanzo corale volge poi a un accenno tipico dei gialli nel quale avviene un frammisto col topos del manoscritto ritrovato – evidente in tanti romanzi del passato. Un romanzo nel quale aleggia qualche reminiscenza post-moderna, quindi che prende spunto da più parti della letteratura, ma che in sé raccoglie tutt’altri argomenti. Tratta, difatti, della storia di Bruno, che incontra Clelia, un’affascinante pittrice di strada, fra i due nasce un sentimento irrefrenabile, travolgente, ma nel momento di maggiore intimità lei ha una crisi: dice di essere un mostro, suo malgrado, e che Bruno sta per morire, e solo ora ricorda tutto. Effettivamente le braccia del giovane Bruno mostrano già evidenti segni di necrosi: molto presto non riuscirà più a muoversi, diventerà tutto nero e morirà. Per impedirlo i due ragazzi devono distruggere il sentimento che li ha travolti e decidono di raccontarsi a vicenda le peggiori nefandezze della loro vita. Lo stratagemma sembra funzionare, ma i conti con il destino in questo modo non tornano. D’altronde si sa, quando l’amore si manifesta, assume forme disturbanti, dando vita ai cosiddetti beati mostri, un tema che continua il filo narrativo del romanzo: “Vampiri Urbani”. Un libro adatto, a detta di Francesco – un altro personaggio della storia –, per coloro che – riprendendo in parte un umorismo bukowskiano – non sono ancora stati fottuti!

Anche da quest’opera Paolo è riuscito a tirar fuori dalle righe una rappresentazione una performance modulare, aperta e non lineare il primo modulo della quale s’intitola La Bionda Elettronica, un reading musicale con regia e direzione artistica di Paolo Lubinu e dedicato a uno dei personaggi chiave del romanzo: figura ambigua, potente, decisamente più antieroina che eroina, ispirata all’omonima storia del romanzo.

Attualmente Paolo Lubinu sta lavorando alla pre-produzione del suo primo lungometraggio; dice di non avere nessun vuoto da colmare e scrive perché, come dicono a New Orleans: è pieno di storie!

 

Per non perdere il curioso incontro con uno degli scrittori più provocatori e diretti della nostra isola non mancare al nostro appuntamento itinerante il 30 Agosto 2025 alle 19:30  a Torregrande, presso Eolo Ristobar, Lungomare Eleonora d’Arborea (lato sinistro).

Si ringrazia Eolo Ristobar per la gentile ospitalità

 

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