Di Roberto Rampone
Magari rimango un altro po’
Ho nuotato al largo di Malu ’Entu
e di tutte le isole della Maddalena
un cinghiale mi ha rubato le mutande a Caprera
ho ammirato il tramonto dalla terrazza di Nebida
rotolato lungo le dune di Piscinas
circumnavigato l’isola di San Pietro
dormito sulla cima del Gennargentu
colto il momento in cui Su Componidori centrava la stella
percorso i sentieri dei banditi nel Montiferru
mi sono specchiata nelle saline di Sant’Antioco
e davanti ai murales di Orgosolo
abbeverata alle sette fonti di San Leonardo
sceso seicento gradini
per entrare nelle Grotte di Nettuno
salita a Punta Giradili
e quattro bracciate fino alla guglia di Cala Goloritzè
immersa nelle acque del Flumendosa
ho fatto il bagno ad aprile a Cala Sinzias
e a Tuerredda
a dicembre a Calamosca
ballato nelle strade di Villanova
cercato Grazia in quelle di Galtellì
ho rimirato le stelle al Golgo di Baunei
incontrato i cervi ai Sette Fratelli
le uova di dinosauro nel mare della Costa Verde
preso il tè a Nuoro da Tettamanzi
mi sono ubriacata a Fonni
contemplato il cielo a righe dell’Asinara
calata nella miniera di Serbariu
tornata alla luce sulla terrazza di Porto Flavia
scoperto Joyce Lussu ad Armungia
arrampicata sulle rocce per raggiungere il villaggio di Tiscali
rimasta incantata davanti alla Madre Terra di Nivola
mi hanno fatto le carte su un enorme masso a Capo Testa
ho cercato gli hippie nella Valle della Luna
mangiato Su Succu a Busachi
ritrovato Sergio Atzeni a Magomadas
visitato nuraghi pozzi sacri e tombe di giganti
meditato in una domu de janas
ascoltato le pietre di Sciola
camminato milioni di passi
abbracciato mille alberi
visto i fenicotteri rosa
di notte
divenire fucsia
e potrei continuare ancora a lungo
eppure mi rimane ancora qualcosa da fare
magari
rimango un altro po’
magari
rimango un altro po’
con te

Poesia d’amore, d’amore per la Nostra meravigliosa terra, un amore d’oltremare d’una donna venuta qui ormai un decennio fa. Questa volta vi presenterò un’autrice, già ospite nostra ed allieva alla Scuola Popolare di Poesia di Is Mirrionis di Gianni Mascia, durante la qual serata avevo potuto essere omaggiato della lettura di alcune sue poesie che mi colpirono particolarmente per aver espresso così tanto amore per la Nostra isola. Pertanto, oggi vi racconterò di Barbara Della Notte, un’autrice nata a Napoli nel marzo del 1971, durante quell’eccezionale nevicata che ancora molti ricordano, cresciuta a Formia, al confine tra il Lazio e la Campania, nella qual città ha incontrato Filomena, una formidabile maestra elementare che l’ha iniziata alla passione per la lettura e la scrittura e, come afferma l’autrice in un’intervista, “mi ha fatto scoprire la gioia di scrivere poesie prima ancora che imparassi a scrivere” e sempre grazie a lei si è potuta cimentare nei suoi primi esperimenti poetici, con componimenti dedicati ad alberi imprigionati nel cemento e filastrocche dal vago sapore dadaista.
Barbara si laurea in Sociologia con una tesi sul cinema nel Ventennio, dopodiché si trasferisce per lavoro prima a Milano, poi a Roma e, infine, nel 2016, è sbarcata nel luogo a lei più congeniale, un’isola, più precisamente nella città del sole: Cagliari; nella qual città è divenuta Sarda d’adozione e della quale dice “Cagliari è Isola… lontananza sospesa nel vento che apre cuore e mente, avamposto di nuove scoperte” e nella quale lavora come responsabile Risorse Umane di un’azienda che ha diverse sedi in Italia.
L’autrice si definisce “ipocondriaca e ansiosa,” e, da buona napoletana cui non manca mai il sorriso né la battuta pronta, aggiunge, “sopravvivo grazie alla pazienza dei miei amici e a una buona dose di ironia e curiosità”. Attacca bottone con chiunque ma non nega che le piace anche stare da sola. Il mare, il cinema, le parole, il jazz, suo nipote e la camminata veloce sono le principali cose che ama.

Da sinistra: Silvia Spera, Barbara Della Notte, Floriana L’Arco e Sabina Intrivici
La sua storia letteraria è piuttosto recente, difatti, a dicembre 2022, ha pubblicato con altre tre autrici con le quali hanno dato vita al “Collettivo SH4” (vedi foto sopra) un gruppo di quattro donne formato da un’ingegnera, una fisica, una sociologa e un’informatica, la sua prima pubblicazione miscellanea dal titolo (Non) sono racconti porno (DeComporre Edizioni, 2022). Un’antologia pulp-noir-gore non priva di atmosfere poetiche ed ambientazioni surreali; un esperimento letterario che inizialmente intendeva investigare la materia pornografica da un punto di vista femminile e letterario, quando, invece, concordi tutte e quattro le autrici realizzarono una silloge di 28 racconti brevi ripartiti in cinque sezioni: Duri e Crudi; Smarrimenti, Mostri nel cassetto; Non bisogna avere paura di scrivere la parola amore; Qualcosa di bislacco; (Non) sono racconti porno. Questo perché, come dichiarano in un’intervista, “l’ispirazione arrivava da altri temi, e le storie, invece di raccontare il piacere, svelavano la pornografia del quotidiano e l’oscenità della condizione umana”. Il libro, nonostante il cambio di rotta voluto dal Collettivo SH4 – rivelatosi un successo riuscito – ha ricevuto una menzione speciale al concorso indetto dal Buk Festival di Modena ed è stato presentato al Teatro Franco Parenti di Milano nell’ambito della manifestazione Book City.
Nel marzo del 2023, due liriche di Barbara sono state segnalate dalla Giuria del Premio Poesia e Teatro del Teatro di Documenti di Roma. Nel 2015, è risultata tra i finalisti del concorso “Formia in Giallo”, realizzato dall’ Associazione Formia Turismo con il racconto breve Post fata resurgo; mentre nel 2019 conVillanova’s Karma, anch’esso racconto breve del quale se ne parla in questo articolo, dedicato al quartiere cagliaritano nel quale vive dal 2016, e grazie al quale si è classificata terza al concorso letterario “Villanova racconta”, indetto dai Lions di Cagliari Villanova; entrambi i racconti sono stati poi pubblicati nelle rispettive antologie.
Sua ultima pubblicazione è la silloge poetica Magari rimango un altro po’. Storia di amori dall’isola. (Eretica Edizioni, 2024) nella quale Barbara scrive attorno a due temi che sono le colonne portanti del libro: la perdita dell’amore e l’inizio di una nuova vita. In questo libro, a differenza del precedente pubblicato a otto mani, scopriamo il solo modo di scrivere di Barbara Della Notte in una delle forme più eccelse della scrittura: la poesia. Tipologia letteraria che l’autrice sa padroneggiare molto bene a tal punto da far vedere le immagini di ciò che racconta in versi, e per la quale dice di essere debitrice a Eugenio Montale, Michele Mari e Wislawa Szymborska. Nella sua poesia Barbara adotta, difatti, una scrittura che esprime nostalgia, rimpianto ma anche felicità, sentimenti che sono espressi con sincerità svelando dell’autrice la parte più intima e si alternano a levità, giocosità e ironia perfino su temi che, come anticipato, lasciano intravedere dolori, cicatrici, disillusioni, ma sempre con tocco leggero e originale. Due amori differenti, la fine di uno che lascia amarezza per l’inizio di un altro totalmente diverso che è sconfinato e che, a sua volta, nel tempo, ne farà nascere un terzo piuttosto positivo che le fa dimenticare il primo con tutti i suoi pro e contro, e per il quale Barbara rimarrà definitivamente nella sua Cagliari, città che l’ha stregata nel profondo e dalla quale non si separerebbe più.
Il 28 Novembre 2025 la scrittrice Barbara Della Notte sarà nostra ospite a Oristano presso il Jazz Winebar Shardano (Ex Temptation), in Via Giuseppe Biasi, 1 (zona Sacro Cuore). Per un incontro atto a valorizzare il nostro patrimonio culturale sardo, visto attraverso gli occhi dell’amore che una sarda d’adozione può provare ed esprimere magnificamente Vi invitiamo a non mancare!



